Across The Rubicon: Who Doesn't Listen To The Song, Will Hear The Storm

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Ver Sacrum C’è da dire che Across The Rubicon vale molto di più della somma delle singole parti (Cold Fusion e Rukkanor), dalle quali prende solo il meglio. Con questo secondo capitolo conferma quanto di buono fatto fino ad ora, ovvero industrial marziale per eccellenza, dal taglio molto cinematografico grazie alle onnipresenti orchestrazioni, e dalla qualità media piuttosto elevata, tanto da poterlo ormai considerare un nome di punta della scena. Stavolta il tema è la guerra del ’14-18, con brani come “Gallipoli” che ci portano direttamente sul campo di battaglia con esplosioni e suoni di mitragliatrici. “Aut Vincere, Aut Mori” è un brano dal taglio più malinconico, che insieme a “A Moth To A Flame” raggiunge le vette più drammatiche. Il mood preponderante nel disco, tuttavia, è quello di “Here Dead We Lie”, dai colpi secchi e precisi. È un album canonico nell’impostazione, è esattamente quello che ci poteva aspettare, ma saprà soddisfare gli irriducibili del genere e qualche sporadico curioso.

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