Nest: Retold

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Ver Sacrum I Nest erano, fino a poco tempo fa, un gruppo a me del tutto sconosciuto; questo Retold non è in realtà il loro primo lavoro, essendo stato preceduto da un EP omonimo i cui sei brani sono tutti contenuti nel nuovo lavoro, anche se parzialmente riarrangiati. L’EP usciva per la Serein, una web label che aveva chiuso i battenti all’inizio dello scorso anno, salvo poi ricomparire, all’inizio di quest’anno, proprio per proporre questo bel CD (stavolta su supporto fisico): in effetti uno dei due musicisti che compongono il progetto, tale Huw Roberts, è proprio colui che sta dietro l’etichetta, e qui condivide il lavoro con Otto Totkand (uno dei due musicisti che compongono il progetto Deaf Center e creatore dell’etichetta Type Records). Le undici tracce che ci propongono si trovano a metà strada tra l’ambient e la musica contemporanea, caratterizzati da suoni campionati di sottofondo (frequenti i violini e alcuni fiati, ma altrettanto frequenti sono i casi in cui non è facile riconoscere il suono originario) su cui si appoggia delicatamente un pianoforte che non può non ricordare le composizioni per pianoforte di Satie (le cui Gymnopédies, non a caso, sono spesso considerate come un’anticipazione della musica ambient). Va sottolineato il fatto che si tratta di una musica molto lieve, sottile, che rifugge dall’intensità piena e ricca di certa ambient contemporanea, mentre si avvicina maggiormente a quella di keniana memoria: non ci si aspetti, quindi, di trovare soluzioni incredibilmente nuove o idee stravolgenti; resta il fatto che il suo ascolto rimane, a mio avviso, estremamente piacevole.

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