Alan D. Altieri

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Con l’ambiziosa trilogia di Magdeburg, ambientata nella famigerata Guerra dei Trent’anni, Alan Altieri, attraverso la forma del romanzo storico, analizza il presente e anche il futuro delle vicende umane utilizzando un linguaggio apocalittico che evoca efficacemente la pazzesca realtà in cui viviamo attualmente : non è quindi un caso che, nelle fitte pagine di questa tragica epopea, la guerra venga costantemente definita “eterna”.

La Guerra dei Trent’anni (1618-1648), uno dei conflitti più sanguinosi, devastanti e apocalittici che si siano mai verificati non è stata scelta a caso da Altieri come oggetto della narrazione : si tratta infatti di uno dei periodi storici più oscuri e brutali, uno degli eventi che hanno radicalmente cambiato la Storia dell’Europa : nulla infatti, dopo gli sconvolgimenti che hanno coinvolto le maggiori potenze europee, sarà più uguale dal punto di vista politico e religioso.

L’ambientazione è fosca : le lande ghiacciate e gelide della Germania, divisa e sconvolta dalle guerre di religione fra cattolici e protestanti, fanno da cornice ad un quadro in cui la cui violenza raggiunge livelli di inaudita ferocia; in questo senso Altieri si rivela un maestro nel tratteggiare efficacemente e crudamente gli eventi sanguinosi che si verificano.

La struttura della trilogia è ancorata solidamente al romanzo storico ma l’atmosfera che si respira è gotica, truculenta e pregna di una desolato pessimismo.

A tratti, in questo folle girone infernale che ricorda le visioni di un Hyeronimus Bosch, emergono sentimenti di innocenza e purezza che riscattano parzialmente gli orrori descritti.

Il tono generale è apocalittico sin dalla pagine iniziali del primo volume (“L’eretico”), in cui emerge dalle tenebre una delle figure chiave dell’opera ovvero quella di Wulfgar, oscuro cavaliere che si aggira minacciosamente, fra la desolazione di un paesaggio martoriato dalla pestilenza e dalle carestie, come un cavaliere dell’Apocalisse incurante di ciò che lo circonda.

La peste di Manzoniana memoria , con tutto il suo carico di morte e orrore, di consunzione e decadenza, di monatti che si aggirano come spettri della perdizione, fa quindi da sfondo a un contesto già flagellato da guerre e saccheggi.

Wulfgar è l’Eretico, colui che con la sua abilità di guerriero fuori dal comune e le sue armi che rivelano antichi simboli di una sapienza esoterica dimenticata, contrasterà l’altro personaggio cardine della trilogia ovvero Reinhardt Von Dekken.

Von Dekken è un nobile cattolico, principe di Turingia, mosso da una sete insanabile di potere che gli farà dimenticare qualsiasi scrupolo pur di ottenere i suoi infami scopi : con la sua avidità, la spietatezza e crudeltà nei confronti di qualsiasi cosa si frapponga ai suoi disegni e le sue debolezze e miserie umane, è senz’altro uno dei personaggi più affascinanti descritti da Altieri.

Non meno privi di fascino si riveleranno altre enigmatiche figure quali la Reverenda Erika, Madre Superiora del monastero di Kolstadt, sorta di ultimo avamposto della cristianità isolato dalla barbarie del mondo esterno. Kolsdadt è una struttura abbarbicata su una montagna impervia in una valle dove sembrano dominare solo lugubri e minacciosi corvi; dove una croce abbattuta simboleggia forse la perdita di ogni possibilità di redenzione. Una redenzione che sembra infatti impossibile; dove nessuno sembra in grado di sfuggire all’Inferno quotidiano; dove un Inquisitore quasi cieco che sembra uscito da un quadro di Goya predica fanaticamente una Fede in cui non crede.

Nulla sembra fermare la Guerra Eterna; niente sembra sfuggire a una furia devastatrice che ha come obiettivo finale la città luterana di Magdeburg.

Magdeburg si rivela come il luogo simbolo dove converge l’intera vicenda, in cui le forze dell’Impero cattolico, dove fa la comparsa anche un decadente e malato Albrecht Von Wallenstein, si riverseranno in massa nella folle e fanatica missione di restaurare il dominio del cattolicesimo.

Magdeburg, dipinta come la città eretica per eccellenza dalle forze cattoliche, difenderà orgogliosamente e strenuamente fino all’ultimo la propria autonomia e la propria fede, e sarà lo scenario finale di un saccheggio e di uno scontro di una potenza deflagrante che ricorda fin troppo da vicino certi tragici avvenimenti della nostra storia recente.

Non si può quindi non sottolineare come Altieri, attraverso il potente affresco di questo corposo romanzo storico diviso in tre volumi, ci avverte come in fondo gli echi di questa catastrofe di proporzioni immani continuino a riverberarsi ancora oggi.

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