Dperd: Io sono un errore

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Ver Sacrum A dispetto di un titolo così pessimista, Io sono un errore è davvero un gran bel disco. Fin dall’opener “Don’t forget the mobile”, strumentale che affonda le sue radici nei primi ottanta, profumando di wave ruspante. Un tuffo al cuore! Carlo Disimone e Valeria Buono (da anni mi tengono buona compagnia colle loro creazioni!) sfidano i presuntuosi acts britannici sul terreno a questi più congeniale, facendo loro la partita con ampio scarto. Su questi brani genuini, spontanei, affatto artefatti convergono il profondo lirismo di “Ho paura sai”, la poesia crepuscolare di “Inverno” e la cruda denunzia aderente alla realtà della bonus-track “Democrazia e dittatura”, splendido paradigma di sanguinolento post-punk. Dove altri mascherano evidenti imbarazzi compositivi con ridondanze moleste, se si bada al sodo, al nocciulo di una proposta, i Dperd sottraggono componenti uno all’altro, fino alla sublimazione dell’istessa sostanza: la canzone riportata alla sua essenza. Al suo nocciuolo, appunto. L’interpretazione di Valeria è appassionata ed appassionante, lontana dalla fredda recita della parte di propria stretta competenza, le ambientazioni sonore di Carlo empiono di suoni stanze disadorne, abbellendonle con misurata grazia, operando una sintesi perfetta tra scuola anglosassone ed esuberanza meditarrenea. Le origini indissolubili, di stile e di nascita, legate fra di loro in un fiocco di seta purissima. “In giorni lontani” cita con competenza gli Ataraxia, “Cold song” è piéce di stampo Projekt. Il passato dei Fear Of The Storm rifulge nell’attualità dei Dperd di Io sono un errore (seconda prova su My Kingdom Music dopo “Regalerò il mio tempo” del 2008), affidando ai nostri cuori un ensemble fra i migliori che possiamo vantare nel nostro Paese, dei quali possiamo, legittimamente, menar vanto!

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