The Magickal Folk Of The Faraway Tree: The Soup & The Shilling

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Ver Sacrum Strana uscita questa: il doppio raccoglie sul primo CD due CD-R, usciti in tiratura assai limitata, mentre il secondo dischetto è composto da brani inediti ed è l’album vero e proprio, pur essendo il materiale comunque vecchiotto, circa 2005. La musica è comunque molto omogenea, la differenza sostanziale è la qualità del suono, più grezzo agli esordi, – ovviamente – e più elaborato nella nuova uscita. Come il nome del gruppo suggerisce, siamo di fronte a un gruppo folk. Loro sono irlandesi, e recuperano in maniera filologica, con tanto di cantato in gallese, musiche e tradizioni della loro terra natia. Non fatevi trarre in inganno, non c’è traccia della pseudo-musica irlandese “da supermercato” tipo Enya o roba simile, i brani sono interamente suonati con strumenti tradizionali, alle volte solo a cappella, e quasi sempre sono brani originali della tradizione Irish. C’è poco spazio per le melodie pop, e c’è tutto un mood malinconico e cupo che come una cappa impedisce ogni contaminazione. L’ascolto non è propriamente immediato, serve un po’ per entrarci in sintonia, ma è un disco molto elegante, capace di gemme come la sottile melodia di flauto di “Le Bon Marain” o la delicata “An Bhanaltra”. Probabilmente resterà in una piccola nicchia, ma quei pochi che lo ascolteranno non resteranno affatto delusi.

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