Whispers In The Shadow: The eternal arcane

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Ver Sacrum Ascoltando The eternal arcane non posso non riferirmi a “What starts ends” dei Rubicon, ovvero i FotN con Andy Delany nell’ingrato ruolo di sostituto del grande McCoy. Per molti un’eresia, eppur quel disco esprimeva la volontà di perpetrare un suono unico e magico che, per venir espresso al meglio, necessitava proprio di un interprete non comune. Come lo era McCoy, e di conseguenza non poteva esserlo Delany, e come pur troppo dimostrò il successivo “Room 101″… Chitarre enfatiche, drumming tronituante, cantato epico, esasperazione del lato più magniloquente del goth-rock, questo è The eternal arcane. Impossibile resistere alla carica di “The lost souls” (“…we are the lost souls, searching for the light…” declama un Ashley Dayour ispirato dalle “Mountains of madness” di H.P. Lovecraft), il rito di “Moonchild” che si ripete, peccato che gli altari siano disadorni ed il tempio semi-deserto. Perché, anche il pervicace Hadrianus lo deve ammettere, forse quell’epoca è davvero tramontata per sempre, e progetti come questo dei WitS (che presentano un nuovo drummer, a dar retta ai rumors che si rincorrono in rete) suggono ancora della residua linfa vitale dalla rimembranza di un passato che comunque, per fortuna, non vuole cedere il passo alla modernità (gli accenni nu-metal di “Blood, sweat and tears” paiono patetici e null’altro tentativi di svecchiare una formula intoccabile, la fiacca invocazione alle stolte Divinità figurate dal Maestro di Providence in “God of confusion” mette a nudo una trama debole). Eppure, queste canzoni sono ben suonate, ben prodotte ed interpretate (“Amenta descending”), chissà mai che qualcuno se ne accorga, e non solo nella loro Austria (e Germania, ovvio mercato di riferimento). Anche se difetta lo spessore delle funeree cavalcate di mano morriconiana che la truppa nephiliana sapeva pianificare con freddezza e cura del particolare maniacali, da parte mia farò il possibile affinché The eternal arcane non giaccia nell’ombra di qualche rado e stento arbusto, nel fondo di qualche dimenticato canyon!

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