ESC: Eight Thousand Square Feet

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Ver Sacrum Arrivano dal Portogallo gli ESC (Eden Synthetic Corps), già al terzo album con questo Eight Thousand Square Feet. In una scena harsh/elettro-industrial spesso giustamente criticata per la mancanza di originalità e per la mediocrità di buona parte dei progetti che ci offre, il disco di questa band portoghese mi ha veramente ben impressionato; senza inventare nulla di nuovo, gli ESC hanno composto un album le cui dodici tracce non annoiano ed anzi, convincono pienamente, spaziando dall’harsh-industrial (che rimane il genere di riferimento per la maggior parte del disco) all’ elettro-dark e senza disdegnare passaggi strumentali piu’ sofisticati. Un disco quindi maturo e ben confezionato (interessante anche l’artwork “fumettistico” del cd), per una band che dimostra personalità e talento, ricordandomi in alcuni frangenti (se proprio vogliamo fare dei paragoni) gli Hocico. Decisamente buone tutte le tracce di Eight Thousand Square Feet, con citazione per la title-track, “-48°C”, “An horizon inside four walls”, “Correcting God’s design” e “White beast (Retribution)”; da segnalare inoltre due ospiti illustri qui presenti: Jan L. aka X-Fusion su “Le Voyage d’ivoire sophisme” e Carsten Jacek dei S.I.T.D. su “Leitbild”.

TagsESC
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