Panic*ch: The last

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Accipicchiolina, ho fatto una fatica boia a reperir notizie su questo The last dei misconosciuti Panic*ch, una autoproduzione della quale ho trovato traccia sul sito del gruppo, a quanto pare ri-editata dall’onnipresente CLJ con l’aggiunta di qualche pezzo. E, dopo tanto girovagare, scavare, setacciare, prendere appunti, segnare indirizzi etc. etc. etc., eccomi di fronte ad un disco di punk tendente all’Oi! Almeno scimmiottassero i Blink 182, che ci sarebbe da divertirsi, questi sciagurati! Il ciddì assembla diciotto pezzi, per un’ora ed un quarto circa di coretti, schitarrate, batteria che picchia a casaccio… ed a peggiorare il tutto una produzione scadente! Col procedere della track-list qualcosina cambia, per fortuna, ma il risultato finale tende sempre… all’imbarazzo! Il picco negativo lo si tocca quando entrano in campo i fiati sintetizzati, basta, non se ne può più! Dev’essere la prima volta che stronco un gruppo giapponese, forse è per questo che non ne trovavo testimonianza! Volete dei titoli? Eccoli: “Catch – Walk up to the continue”, “One’s lift” e la più classicamente j, stop.

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