Dead When I Found Her: Harm's Way

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In tempi contrassegnati dal “fai da te” via internet, con myspace e facebook a spadroneggiare, si può ancora scoprire un disco valido attraverso il passa-parola e la lettura di una recensione. Personalmente, oltre a “spargere il verbo”, sono sempre curioso e pronto a recepire input altrui ed è stato proprio dalla lettura del bell’articolo di Davide Mazza per Electroworld che ho appreso dell’esistenza di Dead When I Found Her, progetto solista di tale Michael Arthur Holloway al suo atto d’esordio con questo pregevole “Harm’s Way”. Le dodici tracce qui incluse sviluppano un elettro-sound che paga più o meno esplicitamente pegno a gente come Skinny Puppy ed Haujobb in primis; elettronica dal sapore un pò retrò che disegna scenari notturni, attraverso sonorità avvolgenti ed arrangiamenti superbi. Lavoro compatto, che trova proprio nell’omogeneità dei brani che lo componono la sua forza, senza picchi ma senza nemmeno cadute di tono; un disco che conquista per la pulizia del suono e per la bellezza delle melodie, pur essendo al cospetto di brani non proprio orecchiabili e nemmeno particolarmente adatti al dancefloor. “Harm’s way” è un disco decisamente valido che saprà affascinare chi dall’elettro-sound si aspetta qualcosa di piu’ che una sequenza di beats e tormentoni da discoteca.

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