Sieben: Star Wood Brick Firmament

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Dopo un periodo di transizione per il prolifico Matt ecco puntuale come sempre il nuovo disco. Sono rimasto piuttosto spiazzato, perché tutto sommato è la continuazione di Desire Rites. Non mi aspettavo di certo cambiamenti radicali, ma neanche la stessa identica formula. Non dev’essere affatto facile per uno che fa tutto da solo con voce e violino mantenere un livello di qualità costante per ben 9 album, e infatti non solo la formula mostra la corda, ma si sente che manca proprio l’ispirazione. I brani sono più ritmici, come già rimarcato ricordano il disco precedente, ma mancano di mordente. Sarà, ma questa tendenza a sfruttare di più i ritmi non mi piace, preferivo il Sieben più romantico. Eppure quando vuole Matt Howden riesce ancora a convincere, come nel recente esperimento The Matter Of Britain.

Nulla da dire circa le sue impressionanti qualità come strumentista, ma manca quella magia che aveva reso grandi album come Sex And Wildflowers.

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