Gianfranco Manfredi “Magia Rossa”

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Grazie alla meritoria opera della casa editrice Gargoyle, che sta ristampando alcuni classici essenziali del fantastico come Le Fanu, ha rivisto la luce quest’ottimo romanzo di Gianfranco Manfredi, un gotico dalle tinte fosche di ambientazione milanese.

Si tratta di un libro da riscoprire assolutamente, ricco di riferimenti culturali alla scapigliatura milanese. Vengono infatti citati numerosi personaggi di quel periodo storico realmente esistiti come lo scultore macabro Ernesto Bazzaro (Milano, 1859 – Milano, 18 maggio 1937), autore di alcuni monumenti funerari che si possono ammirare al cimitero monumentale di Milano, e il pittore Luigi Conconi (Milano, 1852 – Milano, 1917), personaggio di spicco dell’epoca che amava arredare il suo studio artistico con gatti e pipistrelli mummificati. La figura oscura ed eccentrica di Conconi riveste un ruolo importante nella vicenda narrata da Manfredi.

L’incipit del romanzo ha uno stile volutamente arcaico e ci riporta nelle brume  e nell’atmosfera della Milano artistica di fine ‘800 dove, nel mezzo di una seduta spiritica, prendono forma personaggi malati, attratti da tutto ciò che è bizzarro e outré. Successivamente la storia si sposta nella Milano anni ’70 e coinvolge tre personaggi: l’archeologo Mario Montrese, il suo amico Alberto Bellini e la sua donna. I tre  instaurano un rapporto particolare e morboso alla ricerca di Tommaso Reiner, un fantomatico personaggio vissuto nell’800, probabilmente  membro di sette sataniche, capace di mirabolanti prodigi, che sembra allungare la sua presenza maligna ancora adesso. La ricerca spasmodica di Reiner porterà il trio a scoperte sorprendenti e li immergerà in un mondo di formule magiche e riti esoterici, dove antichi documenti ammuffiti rivelano particolari agghiaccianti.

Curiosamente in Magia Rossa viene anche citato il celebre distico del Necronomicon ( “Non è morto ciò che in eterno può attendere E con il passare di strane ere anche la morte muore” ). Molto efficaci sono le descrizioni ambientate nelle nebbie padane, dove risaltano con tutta la loro tristezza ma anche con il loro fascino piccoli paesi come Trezzo D’Adda e Crespi d’Adda. I ponti e gli edifici industriali abbandonati, come la centrale idroelettrica di Trezzo d’Adda, promanano un senso di desolazione e orrore difficilmente dimenticabile.

La struttura del romanzo è divisa in tre parti  : “Il triangolo umano”, “Il triangolo d’argento” e “Il triangolo purpureo”. Il richiamo costante e simbolico al numero tre è da leggere quindi in chiave esoterica. Magia Rossa è un horror avvincente che ha retto alla prova del tempo e che ho trovato più convincente di certe odierne pubblicazioni di Manfredi, comunque dignitose,  ingabbiate però negli stilemi del feuilleton. Sarebbe molto interessante poter veder un film tratto da questo romanzo anche se in effetti ci si è andati molto vicini essendo la vicenda funzionale a una trasposizione sul grande schermo.

Gianfranco Manfredi: Magia Rossa” – ( prima edizione – Feltrinelli – 1983 ) ( seconda edizione – Gargoyle – 2005 )

Link:

Gargoyle Books

Gianfranco Manfredi

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