Aa.Vv.: Septic IX

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Giunge al nono capitolo la serie di sampler assemblati dalla Dependent sotto il monicker Septic. I precedenti output sono stati sempre accomunati da un livello qualitativo mediamente più che buono, offrendoci una panoramica a 360° sulla scena elettronica “oscura”, in un connubio tra nomi già affermati e realtà emergenti, mentre questo nono volume, pur mantenendosi fedele a queste caratteristiche, si rivela indubbiamente come uno dei meno riusciti della serie. I quindici brani qui inclusi non mancano ovviamente di offrirci materiale interessante e valido, ma non mancano nemmeno cadute di tono piuttosto fragorose ed in alcuni casi si attinge a materiale datato e già ampiamente sentito, anche se ora riproposto nelle vesti di nuovi remix. Andando nel dettaglio, tra le cose da ricordare in positivo vanno citati gli Edge of Dawn che con “Stage Fright” ci propongono uno dei migliori pezzi inclusi nel loro recente album Anything that gets you through the night, per l’occasione remixato da Steril, un nome storico della scena elettro-industrial degli anni’90 (da rilevare che è la prima volta che un brano appare su due diversi volumi dei sampler Septic, visto che la canzone era già apparsa su Septic VIII, nella sua versione originale). Promossi a pieni voti i Front Line Assembly, con l’inedita “Attack the masses”, ottimo brano che non avrebbe sfigurato nella tracklist del loro album Improvised Electronic Device; Decoded Feedback e Rotersand propongono invece due dei migliori brani inclusi nei loro recenti album, rispettivamente con il Deathrow Remix di “Silent Killer” e con il Club-rework di “First Time” mentre i Portion Control con “Amnesia” dimostrano ancora una volta come come certe band “anziane” siano ancora per distacco superiori a tanti gruppi delle nuove-leve. Non male, ma decisamente datato il brano di Imperative Reaction, quella “Without” inclusa in album vecchio di ormai due anni come Minus All, mentre Dismantled ci ripropone “The whore inside me”, pezzo già utilizzato nel sampler Dependence 2010 solo pochi mesi fa (anche se ora ci si affida ad un remix di Clicks!). Quello stesso sampler ci aveva restituito l’elettro-industrial dei canadesi Fractured (lì presenti con “Disengage”), gruppo di cui si erano perse le tracce da un pò di tempo e che confermano il loro buon momento con “Dig”.Sul fronte delle nuove leve arrivano le delusioni più cocenti di questo sampler: da dimenticare i pessimi [Cell 7] e No Not Never, due progetti che si affidano entrambi a cover: “Losing my religion” dei REM per i primi e “Cold hearted” di Paula Abdul i secondi; pollice verso anche per Mindless Self Indulgence con “Never wanted to dance” (Combichrist remix), pezzo assolutamente burino che cerca di miscelare elettro-industrial ed hip-hop e per la prolissa “Monolith” di Fix8:Sed8. Decisamente più interessanti i pezzi dello spagnolo Pail (“Silence”) e “Foam abattior” di Comaduster; il primo non è uno sconosciuto, visto che un suo pezzo era incluso addirittura sul primo volume di Septic, mentre il secondo è il progetto di tale The Real Cardinal e qui si avvale delle vocals di Cecil Frena per un pezzo che potrebbe ricordare certe cose di IAMX. Tra alti e bassi, Septic IX si guadagna certamente la sufficenza, ma come detto, si tratta del capitolo più debole di questa serie di sampler.

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