Fantasizer: Romance with the darkness

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Evidenziare riferimenti a NIN e Marylin Manson può rivelarsi efficace trovata pubblicitaria, ma prima o poi qualche curioso verificherà tali nobili referenze, o no? Ecco che qualcosa ai Fantasizer manca, certamente non teatralità ed impatto, sicuramente sostanza, quella sì. Se si spogliano i nuovayorchesi Braindance della naturale inclinazione progressive che impreziosisce (ma a volte appesantisce) la loro proposta, otterremo un sound riconducibile a Romance with the darkness, primo vagito di una discografia che potrebbe rivelare qualche sorpresa in futuro, in considerazione di tracks virulente a sufficienza come “Depression skin” e di inserti atmosferici come una “Chains” ascrivibile a certe trovate tanto care a Mr. Valor Kand. La voce di Rachel Fulginiti (che utilizza il nick Daramulin Shrine), la quale col fido Chorbus si divide l’onore e l’onere del progetto, sa essere piacevole sopra tutto negli episodi più rarefatti ove emerge una  latente vena trip-hop, alienante e sub-urbana (“Patience”). Il goth metalizzato dei Fantasizer un ulteriore pregio lo può reclamare, ovvero il non cedere alla facile tentazione di infarcire i propri pezzi di inserti pomp che, oggidì, infliggono stimmate di noia mortale al malcapitato ascoltatore. “Forecast Evil” è un buon modello delle loro attitudini, con quelle chitarre pesanti sorrette da un percussivismo trascinante, una bella prova di compattezza che non va taciuta.

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