Inception

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Non è facile spiegare perché Inception sia tanto bello: non è certo la prima pellicola che affronti una materia affascinante e misteriosa come i sogni. La tematica è presente in molti altri film e vari registi si sono avventurati sulle sue intricate strade. Alcuni hanno trattato l’argomento rappresentando il loro soggettivissimo punto di vista e le loro personalissime esperienze: Bunuel, Lynch, Terry Gilliam, tanto per fare dei nomi. Altri hanno adottato un’impostazione apparentemente più scientifica: pensiamo per esempio al recente Shutter Island, altra ragguardevole prova – insieme a questa – di Leonardo Di Caprio.

I sogni sono presenti in verità in tutte le forme di arte, a testimonianza di quanto essi siano importanti, irrinunciabili quanto rivelatori nell’esistenza di ognuno. Dalì vi ha attinto in abbondanza per i suoi quadri, in letteratura Kafka, Svevo, Borges… si potrebbe andare avanti per pagine.

Inception intende affrontare le dinamiche della psiche umana immergendosi nello strato subcosciente del sonno; esso si snoda tra sogno e realtà superandoli entrambi. Collocazione adeguata di una trattazione così complessa è, per Nolan, il più oscuro dei mondi futuri, violento, popolato da gente tormentata. Nei sogni che qui si “sognano” non vi è né serenità né speranza. Il protagonista, in particolare, custodisce in sé il segreto della morte dell’amata moglie e la donna sarà così sempre presente nelle sue visioni, popolandole di incubi. Proprio in un mondo così, è divenuto possibile, grazie alla tecnologia, irrompere nei sogni, finora elementi di un universo privato e inviolabile, carpire le informazioni che contengono e, addirittura, intervenire in essi modificandoli, quasi fossero copioni di film.

L’idea è affascinante ed impressionante allo stesso tempo per chi sia abituato a pensare ai sogni come a manifestazioni dell’intimità più segreta, rappresentazioni simboliche delle “pulsioni inconsce” di freudiana memoria. Su questa idea, comunque, si innesta la storia fantascientifica ma in sé lineare dei ladri di segreti onirici, che riescono a muoversi agilmente dal piano della realtà a quello della mente degli uomini, o meglio fra un piano e l’altro di diverse storie che le menti degli uomini hanno costruito. I sogni hanno uno svolgimento, una logica, dei personaggi; questi ultimi sognano a loro volta e da un sogno se ne sviluppa un altro creando livelli diversi di visione in cui, ogni volta, chi ha generato il sogno ne regge anche la fila.

Ovviamente non si deve pensare che i sogni abbiano le stesse caratteristiche della realtà: che sogni sarebbero? Dunque le immagini create da Nolan, per quanto radicate nel mondo materiale, vanno oltre, godono di quella libertà e di quella disinibizione che solo la mente o la fantasia osano. E’ qui che Nolan, da dotato regista di film particolari, si trasforma in puro artista del surreale. Impossibile elencare le sequenze più memorabili di Inception: credo tuttavia di poter affermare che gli effetti speciali di cui la stagione cinematografica 2010 ha tanto abbondato – con o senza 3D – sono destinati a cadere nel dimenticatoio di fronte a ciò che viene visto qui.

Questa è vera fantascienza, vera fantasy, comunque si voglia chiamarla: l’impegno di analizzare, anzi di penetrare la psiche dell’uomo, svelandone il dolore, la violenza ma anche l’inspiegabile unito alla capacità di costruire magistralmente una storia di rara complessità ma funzionante, con un ritmo trascinante, in certi punti convulso (evitate la visione del film dopo una giornata faticosa!!) ed una conclusione tutta da interpretare.

Nonostante l’apoteosi di sparatorie e colpi di scena (troppi?!) soprattutto nell’ultima mezz’ora, in realtà questo cinema è così avveniristico, da sottrarsi, a mio avviso, a tutti i parametri abituali della critica. Andare al cinema come sognare, essere coinvolti in una storia fino al punto di esserne travolti: questa è la strada del mai visto, quella cioè che ci indica il futuro.

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3 comments

  1. Christian 5 ottobre, 2010 at 11:56

    Bravo Giorgio, ottima recensione! Sono uscito dal cinema piacevolmente stravolto e sono rimasto elettrizzato per diverse ore!

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