Spiritual Front: Rotten Roma Casino

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Questo album è destinato a dividere in due gli ascoltatori. Da un lato quanti piangeranno l’abbandono dei sentieri più impervi e ruvidi da parte del gigolò apocalittico, dall’altro i tanti nuovi ascoltatori che una dimensione più pop e pianeggiante porterà con sé. “Darkroom Friendship”, primo brano dell’album, fa letteralmente rizzare i capelli tanto a chi pensava di trovare un’altra “Bastard Angel” quanto all’ascoltatore casuale, ma brani come “My Erotic Sacrifice” e “Kiss The Girls And Make Them Die” non fanno rimpiangere i vecchi capitoli. O forse sì, perché gli spigoli sono stati smussati, la produzione rifinita in maniera certosina. Fuori Douglas Pearce e gli altri german boys, dentro Morrissey & Marr e Marc Almond: dal neofolk tinto di rock di una volta si è arrivati a un pop-rock romantico che strizza l’occhio un po’ al pubblico oscuro e un po’ (tanto) al di fuori della nicchia nella quale gli Spiritual Front sono ingiustamente relegati: la già citata “Kiss The Girls And Make Them Die” flirta col cabaret, la divertente “German Boys” (“makin’ love in uniform”, recita il ritornello) è puro distillato di Smiths e “Odete” è indie pop di stampo anglosassone; sono tutti dei bei brani orecchiabili che confermano il talento del gruppo. Purtroppo ad abbassare la media ci pensano “Black Dogs of Mexico” e la tremenda chiusura di “Overkilled Heart”, ballatona che farebbe invidia a Céline Dion, tant’è che è cantata da Sonja di L’Âme Immortelle. Ma cosa pensare del disco, in definitiva? Se lo si guarda come album a sé di brani buoni, con le dovute eccezioni, ce ne sono. S. Salvatori ha una bella voce e personalità da vendere. È a paragonarlo con il resto della sua discografia che scende lo sconforto. “The days of anger will be in the light of my revenge” canta lui, ma occhio a non attraversare la (Dead)Line.

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1 comment

  1. Gana 9 ottobre, 2010 at 10:45

    La deriva poppeggiante non risparmia ormai (quasi) nessuno. Particolarmente appropriata la definizione di “gigolò apocalittico”: a mio parere una chiave di lettura o almeno un punto di partenza per capire la svolta della band.

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