Algernon: Ghost surveillance

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Un disco piacevole, anche se l’etichetta post rock potrebbe far fuggire qualche superficiale ascoltatore, ma a volte una necessaria selezione giuova, se vuolsi raggiungere una platea, necessariamente di nicchia, ove primeggino coloro che sono seriamente interessati ad un prodotto e gli dedicano tutto il tempo che richiede, come codesto. Non che Dave Miller (il principale compositore di Algernon) rifugga (ci mancherebbe, un Artista lavora proprio affinché il suo manufatto trovi quanta maggior esposizione possibile) l’universale apprezzamento, è che da un’operina come Ghost surveillance non si può pretendere un ascolto superficiale eppoi via… Le composizioni più dilatate (ma non stiracchiate) quali “Operative vs. Opposition”, “Everybody stay calm”, “Debrief and defect” ed “Objective compromised” permettono al sestetto di esibire una tecnica jazzistica sopraffina, mentre una ben dissimulata vena pop fa capolino tra i solchi di “The briefing” e la gaia e spensierata “Timekiller” (sì, perché induce ad una gioiosa passeggiata tra i marciapiedi tappezzati di foglie di viali cittadini, ad onta del traffico, godendo dei raggi d’un sole pallido concessi dall’Autunno benevolo). La bravura di Toby Summerfield, Katie Wiegman, Tom Perona, Cory Healey e Leslie Beukelman è tale che i Signori in questione si permettono l’impudenza di giuocare colle note a loro piacimento, regalandoci un bel dischetto di musica sì colta, ma assolutamente fruibile, con spizzichi di psichedelica sixties appiccicati a deviazioni a la Tortoise. E non badate alle categorie, a volte sono decisamente fuorvianti.

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