Stoneman: Human hater

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A qualcuno questo terzo disco degli elvetici Stoneman non è piaciuto poi troppo… Human hater non innova alcuna formula che già si conosca, Mikki Chixx (… Nikki Sixx, eh?) e combriccola ci stendono con dieci tracce pesanti, ed in una (“Zombie zoo”) fa la sua comparsata pure Wednesday 13 (col quale hanno diviso il palco in passato), il ritmo si mantiene sempre su tempi medi, con chitarrone a giocare a chi fa il duro con basso e batteria e tastiere che svolazzano leggiadre. Peccato che Paperino colla sua voce stridula da blackster ink****to cronico faccia la sua comparsa quasi in ogni episodio, bisognerebbe tirargli il collo per toglierselo definitivamente dai piedi, il risultato finale ne gioverebbe, ma tant’è, così e stato scritto ed allora accontentiamoci. Vi sono degli episodi davvero notevoli, in primis “Kendra comes”, altri leggermente sottotono, certo che il quartetto di mestiere in questi anni ne ha accumulato, dovrebbe invero metterlo maggiormente a frutto… Il dolciastro singolo apripista “No sweet November” (col featuring di Van Velvet) non tragga in inganno col miele che sparge in dosi abbondantissime, è l’eccezione di un album che viaggia su ben altre coordinate sonore (non disdegnando una deviazione nel più lascivo goth’n’roll in “Sugar Mama”, pezzo che potrebbe indurre The 69 Eyes a denunziarli per plagio evidente). Non da Top 10, qualche posizione immediatamente sotto Human hater comunque se la guadagna.

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