Combichrist

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Mortiis a Roma (foto di Grendel)

C’è da domandarsi quanto tempo i Combichrist, nell’ultimo anno e mezzo, possano aver trascorso a casa propria negli States, perché tenendo conto dei vari tour da headliner e di quello (interminabile) di spalla ai Rammstein si può immaginare che i nostri abbiano ormai residenza fissa sul tour bus! E tanto per non smentirsi adesso sono impegnati in un lunghissimo tour europeo che li porterà ovunque, compreso le tre città italiane che li hanno ospitati a fine gennaio. La serata all’Alpheus di Roma si è rivelata ottima, non solo perché Andy LaPlegua e soci dal vivo sono una garanzia, ma anche perché essa ha proposto, in apertura, la sorprendente performance di Mortiis.

Alcuni anni fa avevo assistito a un concerto del celebre musicista norvegese (i black metallers un po’ più attempati ricorderanno che, prima della svolta industrial-metal, e prima ancora del periodo dark-ambient, l’ex “folletto” suonava il basso negli Emperor…) e l’impressione non era stata delle migliori, ma alla luce degli ultimi avvenimenti immagino si fosse trattato di una “serata no” per la band, che è arrivata carichissima sul palco dell’Alpheus e si è data molto da fare per coinvolgere un pubblico ancora non molto numeroso (lo è poi diventato durante il corso dell’esibizione…), e che probabilmente non aveva grande familiarità né con il recente Perfectly defect, né con il materiale pubblicato in precedenza dagli scandinavi. Un look da zombie post-apocalittici, un’ottima tenuta di palco e le buone capacità esecutive dei vari membri del gruppo (segnalo che alla batteria, in questo tour, c’è Tim Van Horn degli Aesthetic Perfection…) hanno reso lo show un’esperienza positiva e divertente.

Riguardo al concerto dei Combichrist, parto subito dall’unica nota dolente della serata, ovvero il fumo artificiale: ce n’era troppo, e veniva sparato di continuo, tanto da offuscare la visuale perfino a chi era vicino al palco. Un vero peccato perché il gruppo è molto spettacolare da vedere (i due percussionisti Joe Letz e Trevor Friedrich ne combinano di tutti i colori, tra bacchette roteanti e salti acrobatici sugli elementi della batteria…) e sarebbe stato meglio avere una visione d’insieme un po’ più nitida (chissà perché la band vuole usare tutto quel fumo, davvero non me lo spiego…), ma per il resto lo show ha rappresentato l’ennesima conferma della bravura dei quattro, ormai trasformatisi in una vera macchina da guerra in grado di proporre un set incendiario e tiratissimo (per la scaletta, tra l’altro, vi rimando a poche righe più sotto). Il buon Andy ha fatto su e giù per tutta la lunghezza del palco decine di volte, sfoderando la sua proverbiale grinta e il suo ghigno “diabolico”, che ovviamente hanno mandato in visibilio la folla e le (non poche) donne presenti.

Chi li ha visti sa cosa intendo quando dico che i Combichrist, in versione live, sono ancora più convincenti che su disco (e parte del merito va ai suddetti batteristi, l’apporto dei quali rende il suono più naturale e corposo…), cosa che oltretutto li ha resi celebri anche tra ascoltatori non necessariamente legati all’area electro-industrial. La foga e l’energia con cui si esibiscono ricordano l’attitudine di molte band punk o rock, e la distruzione finale degli strumenti (al termine di “What the f**k is wrong with you?”) non ha fatto che confermare quest’impressione, oltre ad essere un momento attesissimo dai fans di lunga data. Cosa dire, in conclusione? Auguriamoci che il loro tour infinito rimanga tale, e che tra non molto tempo facciano ritorno dalle nostre parti.

Setlist concerto Mortiis:                                                                        

The ugly truth / Way too wicked / Gibber / Doppelganger / Closer to the end / Perfectly defect / Broken skin / Decadent & desperate / Scalding the burnt / Demons are back

Setlist concerto Combichrist:

Intro – Just like me / Follow the trail of blood / Today I woke to the rain of blood / Electrohead / Throat full of glass / Get your body beat / Deathbed / Slave to machine / Fuckmachine / Blut royale / They / Never surrender / Scarred / Fuck that shit / This shit will fuck you up / What the fuck is wrong with you?

Combichrist a Roma (foto di Grendel)

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