Inner Shrine: Mediceo

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Oh, quale supefazione! L’opulentissima custodia di Mediceo, raffinato tabernacolo che racchiude il disco, testimonia solo in parte la magniloquenza di quest’opera. Lo spirto che anima i grandi Mecenati del Rinascimento, epocha aurea per l’Arti ed il Pensiero, infonde l’azione della piccola My Funeral Records, la quale trova negli Inner Strine una degnissima controparte. Limitare Mediceo all’etichetta metal, ancorché gothikeggiante, recherebbe torto ai suoi fattori, trattandosi a tutti gli effetti di un disco di musica classica, accezione che magari, applicata in questo caso, farà inorridire qualche vecchio parruccone, ma circoscrivendo la presente al raggio d’azione coperto da queste pagine, non mi par caso d’adoprar altri verbi, punto. Colla grande voce della soprano Cecilia Bonisegni ad interpretar queste otto composizioni, Luca Liotti e Leonardo Moretti, i due titolari dell’insegna, rendono la loro attività una professione antica, elaborando con grande spontaneità l’immenso, filiale amore che nutrono nei confronti della rispettabilissima cittade che ha dato loro i natali, l’Augusta Florentia. Ed una volta tanto il latino viene utilizzato con coscienza, evitando così gl’imbarazzanti inciampi nei quali altri cadono, quando intendono misurarsi colla Lingua difettando vistosamente la cognizione: scorno degl’ignoranti che s’atteggiano a pavoni! I nostri due Maestri curano con grande applicazione il particolare, di finissimo cesello rendono sublime anche il manufatto apparentemente più ordinario. Perché è ben vero che solo di musica moderna trattasi (ma la chitarra, il basso e la batteria sono stromenti adatti solo al rock? Ma suvvia!), quand’è però resa con cotale dedizione, s’innalza ai più elevati livelli d’interpretazione. L’età aurea della nostra Istoria Patria, e la culla dell’italico Ingegno, trovano in Mediceo acconcia lettura, e l’ascoltatore dovrà applicarsi con dedizione e senza distrazione alcuna nello studio dei singoli movimenti. Scegliere un episodio piuttosto che un altro non avrebbe senso alcuno, accomodatevi nella bottega degli Inner Strine e lasciatevi rapire dai guizzi delle loro mani esperte. Minutaggio totale trentacinque primi, bastanti, per delle composizioni snelle ed eleganti che scivolano via veloci come candide ali di colomba sull’Arno indorato all’occaso, leggiere come il cicaleggio lezioso di donzelle pulchrissime celate agli sguardi indiscreti dei cortigiani e dei villici negli androni di austeri palagi, fra la frescura delle piante. Liotti e Moretti fondono preziosi metalli nei loro crogiuoli infaticabili, ricavandone monili d’abbagliante bellezza, quasi delle miniature se comparati alla produzione sovente grossolana di tanti loro colleghi, impegnati in estenuanti (per colui che si cimenta all’ascolto) cavalcate fuori mura, nel nome del metal sinfonico; no, la cifra di Mediceo è ben altra! (PS: brani dedicati a Lorenzo de’ Medici, il Magnifico, sotto il quale Firenze conobbe il periodo di massimo splendore, a Giovanni dalle Bande Nere – figlio di Giovanni de’ Medici, caduto nel 1526 a Mantova combattendo i Lanzichenecchi ed ad Anna Maria Luisa de’ Medici, Elettrice Palatina, moglie di Enrico IV di Francia)

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1 comment

  1. andrea 30 gennaio, 2011 at 15:27

    mmm, sono mesi che dico che devo prendermelo, spero che l’edizione limitata sia sempre disponibile. ad ogni modo, la recensione meriterebbe il pulitzer! 😉

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