Valerio Evangelisti “Rex Tremendae Maiestatis”

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Con Rex Tremendae Maiestatis Valerio Evangelisti conclude il celebre ciclo del famigerato inquisitore Nicolas Eymerich, inquietante e oscura figura che non cessa di proiettare la sua minacciosa ombra sulla nostra realtà. Anche in questo libro troviamo tutti gli ingredienti che hanno caratterizzato il ciclo: una parte quindi di ambientazione medievale sapientemente tratteggiata dalla penna di Evangelisti in cui si muove Eymerich, sorta di fanatico nazista antelitteram che cerca in tutti i modi di mantenere l’ordine della chiesa cattolica di cui è portavoce perseguendo l’eresia in tutte le sue forme, e un’altra fantascientifica influenzata da Philip K. Dick.

La parte fantascientifica riprende in questo caso le vicende che erano narrate in Black Flag, secondo capitolo del ciclo di Pantera, in cui un’umanità impazzita, in preda al delirio e alla schizofrenia, era tenuta confinata sulla terra – ribattezzata ironicamente “Paradice” – e bombardata costantemente di allucinazioni provenienti dalla luna dove si trovano i pochi umani rimasti sani di mente. Si tratta di un’idea molto potente che conferma come una delle tematiche della narrativa di Evangelisti sia quella del controllo e del condizionamento della società sulla vita degli individui.

La parte in cui agisce Eymerich – anche se in realtà il fosco inquisitore è presente in tutti i piani temporali in quanto controlla passato, presente e futuro – si svolge in gran parte in Sicilia. Eymerich si è recato in Trinacria alla ricerca del suo antico e acerrimo nemico Ramon De Tarrega e qui si trova ad affrontare antiche leggende che sembrano rinate come quella dei Lestrigoni, giganti che si cibano di carne umana di cui aveva parlato Omero nell’Odissea.

Tutti questi prodigi sembrerebbero originarsi in realtà dal “Liber Vaccae”, tomo maledetto di demonologia di cui si serve Ramon de Tarrega. Eymerich si trova quindi a dover affrontare mirabolanti misteri che lo porteranno infine a Napoli alla corte di Giovanna d’Angiò, dove infine riuscirà a scoprire il grande inganno di cui è vittima da parte del sui eterno nemico.

Quindi le atmosfere gotiche e la “suspense” come di consueto non mancano così come sono sempre accurate le ricostruzioni del contesto storico. In particolare, si rivela molto interessante la descrizione dei meccanismi della politica siciliana dell’epoca, dominata dalle baronie e dai particolarismi locali. Particolarmente riuscito è poi il piano temporale dedicato all’infanzia di Eymerich. Le pagine che descrivono l’inquisitore da bambino sono fra le migliori scritte da Evangelisti. Tutte le caratteristiche che Eymerich avrà da adulto sono già presenti “in nuce”, come a voler significare l’impossibilità di qualsiasi innocenza.

Il romanzo è strutturato secondo le cinque fasi del processo alchemico – Nigredo, Albedo, Citrinitas, Rubedo, Quinta Essentia. Proprio la Quinta Essentia rappresenta in realtà la personalità di Eymerich stesso, sempre alla ricerca di un equilibrio che lo faccia restare ancorato alla realtà.

Rex Tremendae Maiestatis chiude quindi degnamente l’epopea di Eymerich e si pone come uno dei capitoli più riusciti del ciclo, non distante come valore assoluto dal capolavoro Cherudek.

Evangelisti ha mostrato come la letteratura popolare sappia farsi veicolo di tematiche da capogiro che riguardano il nostro presente e ha contributo, con i suoi romanzi in cui vi è la commistione di generi diversi, a rinnovarne il linguaggio.

Valerio Evangelisti: Rex Tremendae Maiestatis (Mondadori, Collana Strade Blu, 2010, pagine 493, 18,50 euro)

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