Jean Ray: “Il Gran Notturno”

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Mi ero già soffermato su Ver Sacrum sul grande autore fantastico belga Jean Ray (1887-1964), ma ritorno volentieri a parlarne grazie alla pubblicazione, da parte delle Edizioni Hypnos  – validissima casa editrice milanese molto attiva nella riscoperta del fantastico meno noto, di cui va anche segnalata la bellissima rivista giunta al numero 7 – di una sua scelta di racconti intitolata Il Gran Notturno, in omaggio a una delle sue storie più efficaci.

Speriamo che questa lodevole iniziativa rappresenti solo l’inizio di una riscoperta in Italia di questo geniale scrittore, considerato il deplorevole silenzio che su di lui è calato nel nostro paese dopo la pubblicazione nel 1963, presso Baldini & Castoldi, dell’ormai leggendaria raccolta dei 25 racconti neri e fantastici (oggi una copia di questo volume viaggia sui 150-250 € di quotazione) e del romanzo Malpertuis, pubblicato da Sugar nel 1966 e poi rieditato da Mondatori negli anni ’80. Un’eccezione è stata la pubblicazione nel 2007, da parte delle edizioni Profondo Rosso, de La casa stregata di Fulham Road, un volume di racconti e contributi vari che aveva il merito di presentare per la prima volta in Italia una piccola selezione del ciclo di Harry Dickson. Inoltre, del fondamentale capolavoro della narrativa fantastica Malpertuis, ancora oggi la sua opera più nota, è  in arrivo fortunatamente una ristampa da parte di Coniglio Editore, nella meritoria collana “Ai confine dell’immaginario”.

Pubblicato in collaborazione con “L’Amicale Jean Ray”, l’associazione internazionale dedicata allo scrittore belga, Il Gran Notturno – primo di due volumi previsti – si avvale di una competente introduzione a cura di Franceso Lato e ha il grande merito di presentare una scelta di racconti del notevole “corpus” afferente il fantastico prodotto dalla penna “rayana”.

Sono state ristampate tre delle più significative storie che erano comprese nella succitata antologia dei 25 racconti neri e fantastici che racchiudeva il meglio della sua narrativa breve. In primis va citato il racconto che dà il titolo a questa antologia ovvero “Il Gran Notturno”, capolavoro assoluto nonché manifesto della poetica di Jean Ray. In questa mirabile storia inquietanti ricordi d’infanzia acquistano la forma di superbi incubi onirici che ci conducono nelle dimensioni di un universo diverso dal nostro: quello appunto dove regna Il Gran Notturno. Jean Ray sviluppa quindi efficacemente in questo racconto la tematica delle dimensioni ignote infestate da esseri terribili. Il Gran Notturno rappresenta così una sorta di messaggero delle grandi potenze delle tenebre (che  ricordano i Grandi Antichi “lovecraftiani”) e in questo senso si avvicina al celeberrimo “Nyarlathotep” creato da H.P. Lovecraft. In realtà, come ha fatto acutamente notare Jacques Van Herp nel Cahiers de l’Herne, monumentale e memorabile volume di saggi dedicato a H.P. Lovecraft pubblicato in Francia nel 1969, Jean Ray e il solitario di Providence non si erano mai letti a vicenda. L’influenza comune era probabilmente costituita dalla lettura dell’opera di William H. Hodgson, uno scrittore da entrambi ammirato e citato.

Gli altri due racconti ristampati sono “Storchaus o la casa delle cicogne”, altro capolavoro incentrato su una casa infestata (il tema della magione maledetta ritornerà nel Malpertuis) e “Denti d’oro”, storia non soprannaturale ma molto convincente nella sua vena macabra e gotica. I racconti inediti non fanno invece che confermare il talento e la vena fantastica dello scrittore di Gand, che spazia con grande maestria fra soprannaturale e “weird” ambientando i suoi incubi in tetre cittadine del Belgio, della Germania e anche a Londra. In particolare sono da segnalare “Cochrane e Jones”, una storia surreale a metà fra fantastico e psicoanalisi, e “Gli occhi di Mathilda Smith”, inquietante analisi di una psicologia deviata. Notevole anche “Drummer-Hinger”, che si avvale di un’idea, quella di un treno che conduce alle regioni infere, che verrà sfruttata successivamente da Robert Bloch.

È auspicabile che l’editore, in futuro, pensi magari a ristampare il romanzo La cité de l’indicible peur, altra gemma essenziale nella sua sterminata produzione che comprende anche numerosi racconti firmati sotto lo pseudonimo di John Flanders. Jean Ray, esponente di spicco della tradizione del fantastico belga assieme a Thomas Owen, si inserisce quindi a buon diritto fra i grandi maestri della narrativa gotica accanto a nomi come Algernon Blackwood, Montague R. James, Hanns Heinz Ewers e William Hope Hodgson.

Jean Ray: Il Gran Notturno – Racconti neri e fantastici vol.1 – (A Cura Di Francesco Lato; Edizioni Hypnos, 2010, 284 pag., € 21,90)

Link: http://www.hypnosweb.com/

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