Karma In Auge: Memorie disperse

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Davvero curatissimo questo Memorie disperse dei Karma In Auge, sia nella confezione che nella produzione cristallina, fattori sovente determinanti sopra tutto in tempi come questi, quando la massificazione rende davvero poco distinguibili i prodotti provenienti dall’underground e non solo. Non esagero se affermo che il gruppo tarantino rappresenta la prima vera novità tricolore da appuntare sull’agenda, e l’ottima “Visione” non fa che accrescere la mia curiosità nei confronti di ciò che m’attende nel prosieguo dell’ascolto! I KiA sono tre (Salvatore Piccione voce, Gianni D’Elia basso e Mimmo Frioli batteria e synth), propongono un sound chiaramente debitore nei confronti della new wave albionica (la svelta “Borderline” e “Memorie disperse”) ma, non preoccupatevi, non ci troviamo dinanzi ad un clone dei White Lies! Il loro recente passato di militanza in ambito alterna rock emerge ancora in queste nuove composizioni, e se vi cito i Neon non lo faccio solo per la comune cittadinanza italiana. Sanno essere personali, come in “Spleen”, elaborando tematiche mature e personali, e l’utilizzo della madrelingua li affranca definitivamente da troppo ingombranti paragoni. La spigolosa “Anime perse” richiama le produzioni firmate Steve Lillywhite, con la sei corde che s’arrampica sul muro sonoro e la sezione ritmica a sostenerla, il tutto coordinato dal cantato epico, come tanto piaceva ai primi U2, ma Memorie disperse ci riserva pure “Illusioni di una musa” e l’ottima title-track (uno dei testi più belli che mai abbia ascoltato), lasciandoci infine soddisfatti e promuovendo la svolta intrapresa dal gruppo.

Per informazioni: www.myspace.com/karmainauge
Email: [email protected]
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