Komor Kommando: Oil, Steel & Rhythm

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Ogni volta che ascolto un nuovo prodotto dei vari progetti di Andy La Plegua e Sebastian Komor, il mio rimpianto per gli Icon of Coil cresce a dismisura; è il secondo l’artefice di questo Oil, Steel & Rhythm, album realizzato come Komor Kommando, progetto che aveva esordito un paio d’anni fa con il mcd Das EP. Le 15 tracce del disco sono un concentrato di sonorità harsh-technoidi chiaramente concepite per il dancefloor che probabilmente risulteranno anche funzionali in questo contesto ma che solo in esso trovano la propria ragione. L’iniziale “Rhythm machine” mette subito le carte in tavola per quello che si rivelerà album quasi totalmente strumentale, salvo qualche sporadico campionamento vocale, incentrato su grooves technoidi, percussioni e ritmi pompatissimi. Si cambia registro (ma continuando a risultare assai poco convincente, almeno per chi vi scrive) solo in alcuni episodi come in “Hasta luego”, che altro non è che una rivisitazione della colonna sonora morriconiana di “Per qualche dollaro in più” e nella conclusiva “Blues ‘n tubes”, strampalato brano che incorpora elementi blues e che mi ha ricordato alcune cose di Moby. Come si sarà capito, Oil, Steel & Rhythm  è un disco consigliabile solo a chi apprezza il lato più technoide (e tamarro) del sound “industriale” (termine per altro da prendere con le molle al cospetto di dischi del genere), per gli altri, meglio girare alla larga.

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