March Of Heroes: Liberation

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Il nuovo album di March Of Heroes è strano, molto strano. Difficile trattarlo come un album musicale in senso stretto, infatti sembra molto più un radiodramma di guerra con un po’ di musica di sottofondo. Tanti, tantissimi campionamenti: soldati che parlano tra di loro, proiettili vaganti, esplosioni. Nulla di nuovo, si dirà. Non proprio, perché questa volta i veri protagonisti sono loro, e non la musica. È come ascoltare un racconto che si dipana lentamente accompagnato da una colonna sonora. O guardare un film senza immagini. La cosa curiosa è che molti brani utilizzano la stessa musica presente nel debutto March For Glory, quasi fosse un “upgrade” del disco precedente. È un esperimento interessante, ma al di là della curiosità e di uno-due ascolti difficilmente questo sarà un disco che ascolterete spesso. Passata la curiosità iniziale, subentra la noia, amplificata anche dalla barriera linguistica, a meno che non parliate polacco o più probabilmente russo.

Bellissimo il cofanetto in legno dell’edizione limitata. Se siete feticisti dell’oggetto-disco è da non perdere, se invece il disco volete anche ascoltarlo allora potete passare tranquillamente oltre.

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1 comment

  1. Drunkboy 2 febbraio, 2011 at 18:55

    Perfettamente d’accordo,avevo dato un giudizio simile nel forum di Darkroom
    Boooring………… una vera delusione

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