And One: Tanzomat

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A quasi cinque anni di distanza da Bodypop (tralasciamo il mediocre ibrido studio/live Bodypop 1 1/2), gli And One realizzano Tanzomat,
ennesimo tassello di una discografia all’insegna del synth-pop più melodico e ballabile. Il nuovo album è articolato in dodici episodi che
alternano momenti più frizzanti e ballabili a pezzi maggiormente lenti: insomma, ricetta vincente non si cambia in casa And One e comunque per i fans del colosso tedesco andrà benissimo così, perchè Tanzomat abbonda di brani decisamente catchy sin dal primo ascolto. “Shining star”, “Dancing in the factory” (una sorta di tributo ai Depeche Mode, visto che le note iniziali sono identiche a quelle di “I just can’t get enough”, per un brano che comunque trovo irritante), “Seven”, “The aim is in your head” ed “Electrocution” (qui sono invece i Front 242 ad essere citati in maniera assai esplicita) sono pezzi che basteranno ai fans della band tedesca per promuovere questo disco. Presenti anche “Sex drive” e “No song for you”, entrambe già incluse sul mcd Zerstoerer (brano che invece è sorprendentemente assente nel full-lenght) che aveva preceduto la pubblicazione dell’album. L’iniziale “Save the hate” e la conclusiva “And I love” sono invece due dei migliori episodi della metà più notturna ed introspettiva di Tanzomat, disco che, senza sorprendere o far gridare al miracolo conferma comunque gli And One come una delle figure imprescindibili della scena synth-pop.

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