Ragdolls: Dead girls don't say no

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Che posto sarà mai Varberg, in Svezia? Me lo chiedo da qualche giorno, ovvero da quando questo folle Dead girls don’t say no ammorba l’aria di casa Hadrianus col suo alito putrescente! Vikki Violence e degni compari non ce la facevano più di tutto quel buonismo (?) emo (!), ed ecco allora peritarsi nel rendere il più malsano possibile il loro paesello e dintorni. Scelto un nick semplice ed efficace (Ragdolls, più di così…), abbandonate da subito residue velleità tecnico/esecutive (qualità che non possedevano nemmeno in minime dosi…), eccoli compilare una sanguinolenta serie di song ove velocità, impatto scenico, testi assurdi, proclami deliranti e tanta attitudine (componente immancabile in Scandinavia) vengono triturati nel medesimo mortaio, e quel che ne esce è il più folle e scombinato horror-punk, e se questi sono in attività dal 2007 e nessuno finora li ha internati… Picchiano pure duro, quando ci vuole (“Shut up and drink”, ma non prendeteli ad esempio…), per il resto nulla che non avessimo già ascoltato (voce mansoniana su impianto a la Wednesday 13 compresi), ma non pretenderete mica originalità da questi quattro pittatissimi pazzi (che sembrano dei fan de Il Corvo piombati chissà come ad un festino di Carnevale organizzato dalla parrocchia!)? Suvvia, selezionate “Shovels” (questa sì degna del Reverendo!), “Halloween night” (la loro festa preferita, ovvio…), “House of horror” e “Beautiful homicide” ed alzate il volume (e non dite ai vicini che ve li ho consigliati io!).

Per informazioni: www.atomicstuff.com
Web: http://www.streetsymphonies.com/logicillogic
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