Univers Zero: Heresie (ristampa)

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Può apparir lezioso discutere, su queste versacriane pagine, di cosa sia dark, gothiko o meno, parrebbe ovvio, vero, cari lettori? Eppure, se non avete mai, ma proprio mai ascoltato questo disco, licenziato originariamente nel 1979 dall’etichetta franca Atem, il senso compiuto di questi, piuttosto sfruttati, verbi potrebbe ancora sfuggirvi. Lo stesso accadde per il sottoscritto fin all’A.D. 1991, allorquando s’imbattè quasi per caso in una ristampa pubblicata quell’anno dall’istessa Cuneiform Records che ne patrocina la nuova proposizione, questa volta coll’aggiunta dell’inedita “Chaos hermetique” registrata originariamente nel 1975 e tratta dagli archivi del gruppo (la rimasterizzazione da una cassetta audio le dona giustizia senza che il fascino hocculto che la pervade sia venuto meno nell’opera di manipolazione). Prestate attenzione, Heresie agghiaccia, sconvolge, è, davvero, “chamber music for the Apocalypse”, come ebbe a dichiarare sulle sue autorevoli colonne il magazine Keyboard (e gli allora giuovini autori giravano l’Europa di nero fasciati, descrivendo i loro strumenti come attrezzi di distruzione, ed essi scuri cavalieri dell’apocalisse musicale). E’ la discesa agli Inferi, o l’elevazione al folle Pantheon celebrato dalla grandezza incommensurabile del Genio di Howard Phillips Lovecraft, fra il gorgogliare minaccioso di Divinità dementi ed il salmodiare idiota di schiere di officianti soggiogati, ed i suoni e le urla sconvolgenti (lame che incidono tessuti vivi?) che v’introdurranno a “La faulx” violenteranno il vostro animo, provocando un subitaneo sentimento di smarrimento, di perdita definitiva d’ogni certezza, d’ogni residuale barlume di speme nella redenzione, e nemmeno la fuga potrà porre rimedio a questa terrificante rivelazione. Heresie (secondo lavoro per UZ) è la sublimazione del terrore, che Michel Berckmans (oboe), Daniel Denis (percussioni), Patrick Hanappier (violino e viola), Guy Seger (basso e voci) e Roger Trigaux (chitarra, organo, piano ed harmonium, che dopo la pubblicazione dell’opra abbandonò UZ per fondare i Present), celebrano in un rito paganeggiante, ove alla lussuria ed allo sfarzo si sostituiscono paramenti elaborati da masse inerti e purulente di materia da offrire in dono agli Dei ebeti che in queste cerimonie vengono evocati. Con gran danno per le nostre coscienza, in quanto nessuno sarà poi in grado di ricacciarli indietro, nelle siderali profondità dalla quali sono emersi, obbedendo ai nostri richiami. O come in Jack lo squartatore (“Jack the ripper”, secondo episodio in scaletta), il cui solo nome evoca una notte interminabile di violenza e di orrore. La ristampa versione nuovo millennio della Cuneiform impreziosisce queste sonorità immortali, rendendole ancor più nitide, ed affiancandole ad una edizione lussuosa in digipack (curato da Thierry Moreau) con correlato booklet ove i biografi Renato Moraes ed Auymeric Leroy (non nuovi a queste iniziative, dai loro archivi provengono le preziose testimonianze fotografiche) illustrano la vicenda dell’ensemble belga, epoca 1978-1979, quella appunto di Heresie e delle sue tre raccapriccianti suite, quella del lento affondare nelle paludi del disfacimento e della Morte!

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