Canaan: Contro.Luce

0
Condividi:

“Incantesimo d’Autunno” ed “In un cielo di pece” sono due tra i tanti brani composti dal gruppo di Mauro Berchi in questi tre lustri di attività che più ho ascoltato (e trasmesso). Li ritengo due vette espressive assolute opportunamente valorizzate dall’uso dell’idioma italico, quanto mai adatto ad esplicare i sentimenti evocati da quelle liriche grevi e profonde come insondabili abissi di disperazione. Contro.Luce è intieramente interpretato in madre lingua, e rappresenta l’ennesima cuspide di dolore fissata su una lavagna nera (come la pece di cui sopra…), elaborazione di una equazione sonora che non si limita a sommare i singoli valori dei dieci episodi cantati che compongono l’ossatura del disco, perché il risultato finale è enormemente superiore. Versi che vengono recitati con trasporto, fatti propri ed interiorizzati da un interprete che è giusto ormai riconoscere tra i massimi in Italia, al di là dei generi e delle classificazioni, inframmezzati da porzioni strumentali di dark-ambient claustrofobia e soffocante, a volte sgravate da limitate porzioni etnicheggianti. Disco ostico Contro.Luce, che ovviamente non si guadagnerà le simpatie del grande pubblico (che nemmen s’accorgerà della sua esistenza), ma sicuramente di coloro che i passi di Canaan seguono fin dagli albori, che lo apprezzeranno come solo i cultori sanno, e che rielabora alcuni tratti manifestati in progetti quali Neronoia e Colloquio; eppure in alcuni fuggevoli frangenti mi par d’intravedere, nel mezzo di tale mestizia, fiochi brandelli di luce, ancora fredda, certo, ma prova che il lungo tunnel di dolore scavato tra i più aspri sentimenti umani conduce infine ad una conclusione (“Esitazione”). Che è ancora tutta da immaginare, ma il lascito d’una opera dark totale come Contro.Luce non può venir suggellato da certezze, bensì solo da ustionanti irresolutezze, tale è l’impatto sull’animo umano dei suoi contenuti. Resta l’enorme cifra artistica dell’opera, e questa è un dato di fatto inconfutabile.

Condividi:

Lascia un commento

*