Traumtaenzer: Der weisse Raum

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E’ chiaro dove Tom O’Connell vuole andare a parare. L’ex-Garden Of Delight (membro fondatore, ma con un apersonalità ingombrante come quella di Seth Artaud costretto in pratica a fare il gregario) vorrebbe compiacere a quella fetta consistente di pubblico alterna che parteggia per certo german-sound, accattivandoselo con corposi riff di chitarra ed impianti tastieristici imponenti (“Fremdes Land”, ovvero come copiare i Rammstein sperando nell’impunità). E dire che l’omonima title-track cita spudoratamente i gemelli Humberstone (In The Nursery, of course), e magari anche certi SPK circa-“Zamia Lehmanni”, tanto che si sfiora il plagio coi primi citati. Per il resto Der weisse Raum qualche bell’episodio ce lo rimedia (“Monolith”, le due versioni di “Fuer die Nacht”, il clubmix di “Stigmata”), ma vocine delicate contrapposte a toni declamatori ormai hanno saturato l’apparato uditivo anche dei fanatici incalliti. Nulla di trascendentale, in tempi di crisi come questi la selezione naturale farà il suo corso.

Per informazioni: www.myspace.com/traumtanzermusik
Web: http://www.masterpiecedistribution.com
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