Industrial [r]Evolution

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Esce per la Tsunami Edizioni, casa editrice che ha già pubblicato una monumentale biografia dei Death In June (recensita a suo tempo su Ver Sacrum), il poderoso Industrial [r]Evolution, fondamentale volume sulla musica industriale a cura di Giovanni Rossi, giornalista (collaboratore di Ritual) molto competente in materia.

Si tratta indubbiamente di un testo di importanza capitale in quanto analizza approfonditamente, dalle origini fino ai recenti sviluppi in ambito folk, elettronico e metal, un argomento estremamente difficile da contestualizzare come il movimento “industrial”. Il libro si avvale dell’introduzione di un personaggio carismatico come Lustmord – l’inventore del dark-ambient – e della postfazione del leggendario artista “noise” italiano Maurizio Bianchi. Giovanni Rossi, nella sua dettagliata disamina dell’evoluzione di questo enigmatico movimento,  si serve delle testimonianze, senza alcuna censura, dei diretti protagonisti della scena.

Ciò che emerge è l’estrema difficoltà nel definire l’industrial, che si rivela un “contesto” molto vario in cui si possono rinvenire moltissime sfaccettature e correnti. E’ infatti evidente che, pur avendo delle ascendenze nobili in movimenti artistici come dadaismo e surrealismo, a differenza di questi l’industrial non ha mai stilato manifesti programmatici o dichiarato intenti comuni fra i vari artisti che componevano la cosiddetta scena. Detto questo è in ogni caso possibile tracciare un filo rosso che, partendo dagli sperimentatori tedeschi Kluster (i veri antesignani dell’industrial), giunge fino al rumorismo dei vari Throbbing Gristle, Cabaret Voltaire, SPK e sfocia poi nel power-noise di Maurizio Bianchi e del giapponese Merzbow e nelle ramificazioni del dark-ambient, dell’EBM e dell’odierno industrial-metal di Nine Inch Nails e Rammstein.

Di tutti questi sottogeneri e degli artisti più e meno noti, Industrial [r]Evolution parla assai diffusamente in tutte le sue oltre 360 pagine, senza avere la pretesa di completezza e trattando nomi non sempre molto conosciuti. In particolare, è da sottolineare favorevolmente l’ampio spazio che viene concesso al nostro Maurizio Bianchi, un artista che all’estero è considerato di culto (tanto da essere stato fortemente voluto da William Bennett dei Whitehouse nella propria etichetta) e venerato come il pioniere del power-noise, e che invece è snobbato in Italia.

Colpisce positivamente anche l’analisi approfondita dell’opera dei Zoviet France, un ensemble misterioso di Newcastle che ha saputo creare, attraverso “loop” ipnotici generati da ogni sorta di strumenti, un universo sonoro di profondo impatto sulla psiche dell’ascoltatore. Molto buona è poi la trattazione del sottogenere dark-ambient in cui risalta la figura di Lustmord  e l’importanza della Cold Meat Industry, etichetta svedese fondata da Roger Karmanik, che comprende artisti del calibro di Brighter Death Now, Deutsch Nepal, In Slaughter Natives e Raison D’Être: questi nomi hanno saputo creare un’autentica e sconvolgente moderna sinfonia del male attraverso l’utilizzo di cupe ambientazioni soniche.

Nell’ambito del power-noise più estremo, non poteva non essere ricordata la figura di Marco Corbelli aka Atrax Morgue, morto suicida nel 2007, autentico esempio di (non) artista che considera la musica una forma di catarsi, un’espressione della propria patologia e in cui l’estetica della morte assume un ruolo centrale.

Negli ultimi capitoli, trova posto l’analisi dell’odierna forma che ha assunto l’industrial. Si sottolinea così l’importanza che di un’etichetta come la Wax Trax di Chicago nel definire la nuova estetica all’insegna delle contaminazioni con gli universi del metal e della techno: un’evoluzione (per gli integralisti un’involuzione ) che ha portato oggi un gruppo come i Nine Inch Nails al successo di pubblico.

Il volume comprende infine una discografia dettagliata e tematica di tutti gli artisti che appartengono ai generi di cui si compone la galassia industrial. Industrial [r]Evolution è in definitiva un’opera di assoluto valore, in questo momento senza alcun dubbio da considerare imprescindibile per tutti coloro che si interessano di musiche estreme, sperimentali e difficilmente classificabili. All’opera è ora dedicato in rete anche un interessante blog (http://industrialrevolution-gr.blogspot.com).

Giovanni Rossi Industrial [r]Evolution – Storia ed evoluzione della musica industriale, Tsunami Edizioni, 362 pagine, € 25.

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