Clanash Farjeon : “I vampiri dell’11 settembre”

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E se George W. Bush, Henry Kissinger e i membri dell’amministrazione del governo americano all’epoca dei fatti dell’11 settembre fossero stati in realtà dei vampiri? E’ questo l’inquietante interrogativo che ci pone lo scrittore Clanash Farjeon (anagramma di Alan John Scarfe) in questa nuova uscita per i tipi di Gargoyle.

Clanash Farjeon, nato in Inghilterra nel 1946, è un altro scrittore scoperto per il mercato italiano dalla Gargoyle: è noto all’estero come attore e regista di teatro classico, ma soprattutto come attore di film; in particolare si ricorda la sua apparizione nella serie Tv di Star Trek.

I vampiri dell’11 settembre è la seconda parte di una trilogia a sfondo vampirico – il primo volume era intitolato I vampiri di Ciudad Juarez, sempre edito da Gargoyle – ed è il primo romanzo in assoluto che fa propria la teoria del complotto riguardo ai tragici avvenimenti che hanno avuto luogo a New York nel 2001: si tratta, in effetti, di una durissima denuncia e di una satira contro il potere e i suoi perversi meccanismi. Clanash Farjeon non si pone nessun problema a chiamare in causa personaggi come l’allora presidente degli Stati Uniti e i protagonisti di quel periodo: il vicepresidente Dick Cheney e il consigliere per la sicurezza nazionale Condoleeza Rice. Questo atteggiamento critico e dissenziente ha creato qualche problema editoriale all’autore: il libro, come apprendiamo dalle parole dello stesso Farjeon, non ha avuto il permesso di essere pubblicato in America. Va subito detto che non ci troviamo di fronte a dei veri e propri vampiri bensì a dei vampiri “metaforici”, una sorta di rappresentazione simbolica del lato oscuro del potere.

Il protagonista della vicenda, come nel precedente capitolo, è ancora il giornalista inglese Michael Davenport, che approda negli Sati Uniti allo scopo di verificare, per conto della rivista per cui lavora, “Enigma”,  la voce apparentemente assurda, comparsa su Al Jazeera, dell’avvistamento di Dick Cheney nell’inedita veste di vampiro stile Bela Lugosi. Il politico, all’indomani dei tragici fatti dell’11 settembre, si sarebbe mostrato in tal guisa nei sotterranei di Ground Zero.

A partire dal suo arrivo, Davenport si troverà invischiato in strani avvenimenti: assisterà infatti ad enigmatiche visioni soprannaturali, in primis la ricorrente visione di Cheney come vampiro e poi, durante una partita di baseball a cui partecipa il presidente George W. Bush, sarà spettatore della sconcertante e apocalittica apparizione di un esercito fantasma di derelitti afghani vittime della guerra. Davenport, durante la sua inchiesta,  conoscerà alcuni curiosi e eccentrici amici, come il miliardario Louis Lamy e il gallerista d’arte David Giudice. Proprio a casa di Lamy,  egli avrà modo di esaminare un inquietante video in cui tutti i membri dell’amministrazione Bush sembrano far parte di una setta satanica e officiano oscuri rituali di morte e perversione vestiti da ufficiali nazisti. Alla fine il giornalista – fortemente sospettato e fatto pedinare a causa degli avvenimenti occorsi a Ciudad Juarez, già oggetto del precedente volume della trilogia – sarà invitato alla Casa Bianca dove infine avrà luogo l’oscuro e profetico epilogo.

I vampiri dell’11 settembre non è un classico romanzo horror, ma è invece un libro di denuncia sociale che utilizza personaggi e stilemi caratteristici di questo genere. Esso fa proprie le teorie complottiste fornendo, a suo modo, un’interpretazione alternativa degli eventi dell’11 settembre. Il volume, scritto con uno stile scorrevole anche se spesso appesantito da dettagliate descrizioni burocratiche che possono risultare noiose, è ricco di dialoghi e battute frizzanti che garantiscono il ritmo della lettura. Ma per quanto le posizioni dell’autore emergano con grande chiarezza, la sua analisi rimane a un livello alquanto superficiale rispetto ad altre opere che si sono rifatte, con risultati più avvincenti, al filone dei complotti. A questo proposito vale la pena di citare il romanzo di Giuseppe Genna Nel nome di Ishmael – anche qui compariva un glaciale Henry Kissinger! – che è riuscito, pur utilizzando la forma classica del thriller, a proporre argomentazioni più profonde e molto impressionanti sui meccanismi del potere occulto e delle forze di controllo politico.

Clanash Farjeon “I vampiri dell’11 settembre” – Gargoyle Books- 2011 – 311 pagine – Euro 14,50

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