Dope Stars Inc.: Ultrawired

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Ed eccoci all’ennesima trovata contraddistinta dal marchio DSI. A tutti i Ketapusher sparsi sul globo (o nell’intiero Universo, chissà mai che qualcuno ci ascolti, lassù da qualche parte…), ecco a voi Ultrawired: il rito che si rinnova, la musica che torna in circolo, il rave che si reitera, la nuova ondata glam/cyber/punk che ogni surfer dell’etere cavalcherà (“Riding Ufos”!). “Better not to joke” è classica nella sua sostanza, ma “Save the clock tower” rinnova la formula, spargendo la polvere di stelle ammonticchiata in un angolo ed iscrivendovi un cerchio, attorcigliandosi su se stessa, ma attenzione ch’è spira fatale per l’incauto che si sofferma troppo ad osservarla in tutta la sua maligna beltà. Victor Love ha maturato una notevole esperienza come produttore underground, bagaglio dal quale trae artifizi da mettere a buon frutto, generando un muro sonoro impressionante. Piccola pausa per riordinare le idee: c’è molto del passato, in Ultrawired, anche perché il gruppo non rinnegherà mai quando proposto, ma il suono che esplode da questi solchi digitali è più pestato e meno ammiccante, come il singolo “Banksters” aveva anticipato. Le t-shirt dei Motley Crrrrue sono state riposte nei cassetti, almeno per ora, e l’atmosfera s’è fatta decisamente pesante, incrociando le rotte sonike percorse da Victor con Epochate; il tutto viene poi de-va-sta-to da un groove pazzesco, micidiale, con tastiere imponenti nella loro visione spaziale del suono e delle chitarre che non concedono requie. “Lies Irae” è eversione pura, “Blackout” è suonata a la Sigue Sigue Sputnik, “Get young” è episodio particolare, un minuetto dell’Età che deve ancora venire, “No life belongs to you” è l’omaggio definitivo dei DSInc. a David Bowie (perché su “1.Outside” o”Heathen” starebbe benissimo, così come pure su “Earthling”), e sono certo che Reeves Gabrels ci metterebbe volentieri lo zampino… Allora facciamogliela ascoltare, Victor! “Two dimensionale world” è adatta all’airplay, in quanto assai radio-friendly, in mezzo a tanta opulenza “Run motherfucker run” appare troppo normale, essendo seguita da “Pwning the network” che detta le nuove regole della ultrawired generation: cattiveria senza risparmio, finale da folle corsa tra le strade ingombre delle macerie della catastrofe, nell’inverno senza fine dell’Età post-nucleare. “We are the new ones”, non c’è più tempo, il giuoco è finito (attenti che “Uchronopolis” dei Dexy_ Corp è laggiù, avvolta dalla caligine, non confondetevi e tenete ben salda la rotta!), si chiude con “Thru the never” (che segue la citata “Riding Ufos”), la Mascherata funebre dei My Chemical Romance è appena terminata, la folla si disperde, inizia a piovere, acqua contaminata che genera Morte, ma c’è ancora una possibilità, l’ultima carta da gettare sul tavolo… Ultrawired, join us and become a Ketapusher!

Email: http://www.dopestarsinc.com
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