Project Pitchfork: Quantum Mechanics

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Un anno fa (giorno più, giorno meno) recensivo in maniera più che positiva Continuum: Ride ed eccoci di già a parlare di un nuovo album dei Project Pitchfork, per il quale devo usare toni ancora più entusiastici! La band di Peter Spilles realizza il suo terzo album in tre anni, ma a differenza di altri che “timbrano il cartellino” (chi ha pensato a :Wumpscut: ???) senza entusiasmarci come un tempo, i Project Pitchfork dimostrano di stare attraversando una fase creativa assolutamente positiva, quasi ai livelli dei loro leggendari album della prima metà degli anni ’90. Quantum Mechanics è un album entusiasmante, articolato lungo dieci tracce di elettro-dark in puro “stile Pitchfork”: synths debordanti e pompati, l’inconfondibile voce di Peter, tutto si sviluppa in maniera certamente non nuova per la band amburghese, ma pienamente convincente. Devastante l’inizio del disco: un trittico come “Freeze in silence”, “Lament” (per la quale è anche stato realizzato un bel videoclip) e “Run for cover” basterebbero già a promuovere qualunque disco, ma anche il resto della tracklist si mantiene su alti livelli, con decisa prevalenza dei brani dai ritmi pompati ed incalzanti (“Radical bussiness”, “Splice”, “Mute spectators”); a questa tendenza si sottraggono la title-track e “We will descend”, pezzi dalle strutture decisamente malinconiche. La “limited edition” (assai curata dal punto di vista grafico, con il suo booklet di 40 pagine, copertina rigida, e tutti i testi) include anche un secondo cd, con sei tracce: qui troviamo due brani inediti, “Tempest” ed “Insomnia”, non inseriti nel cd1, non perchè non lo meritassero, ma solo per rendere ancora più appetibile questa “limited edition”; si tratta infatti di altri due ottimi pezzi ed in particolare la seconda ha tutto per essere un potenziale hit! Tracklist completata da quattro ottimi remix: il già citato trittico iniziale del cd1 ci viene riproposto in versioni ancora più trascinanti mentre in chiusura abbiamo la versione strumentale di “Quantum Mechanics”. Dopo tanti anni di onorata carriera, i Project Pitchfork continuano a regalarci ottimi lavori, confermandosi cardine imprescindibile dell’elettro-dark; avanti così!

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