Majestic Downfall: The blood dance

0
Condividi:

MD rappresenta l’anima doom di Jacobo Cordova, polistrumentista messicano titolare pure di Ticket To Hell, insegna dedicata al thrash più intransigente. Le otto tracce di The blood dance sono permeate di plumbea disperazione, come i grandi Saturnus ed i primi Katatonia seppero trasmettere nei loro capolavori del passato, ed in esse risuonano mesti i rintocchi d’una campana lontana, la quale chiama i fedeli a raccolta nell’ultimo saluto ad un caro amico che la Morte ha chiamato a sé. Non v’è segno di cedimento, sia che si tratti dell’opener che attribuisce il titolo all’intiera opera, sia in quella “An untravelled road” che cita, nel titolo, l’immenso “The road less travelled” dei Penance, ascoltatelo per comprendere appieno cos’è davvero il doom. La musica del destino che tanti cultori vanta, Majestic Downfall reitera un rito antiquo, fra le urla della finale “Silent wings” (non v’è spazio per speme alcuna…) o nella più breve (nemmeno sei minuti) “Cronos”, pira funebre che arde lenta, mentre il fumo acre si leva a ricoprir il sole d’un nembo impenetrabile (con dei passaggi di chitarra che accrescono il pathos d’un brano evocativo e particolarmente riuscito). The blood dance è sicuramente uno dei dischi meglio riusciti del settore, almeno negli ultimi anni, nella sua visione apocalittica d’un domani che non verrà insinua con efficacia elementi melodici che non scalfiscono menomamente il suo impressionante impatto sonico. Quanti oggidì resistono al fascino della contaminazione? Pochi, fra questi sicuramente Jacobo Cordova.

Condividi:

Lascia un commento

*