Brian Keene: “I vermi conquistatori”

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I vermi conquistatori” di Brian Keene è un gioiello del fantastico moderno e bisogna quindi ringraziare le Edizioni XII, piccola casa editrice molto attenta agli sviluppi del genere horror di casa nostra, se questo libro, colpevolmente inedito nel nostro paese, può finalmente essere a disposizione dei lettori italiani nell’ottima traduzione di Luigi Musolino.

Brian Keene è considerato in America un grande scrittore horror, del livello di Stephen King, anche se stilisticamente si allontana dal suo celebre collega. Ha vinto per due volte il prestigioso Bram Stoker Award e una volta lo Shocker Award. Nato nel 1967 in Pennsylvania, esordisce con “The Rising”, romanzo che lo consacra come grande rinnovatore della classica tematica horror degli zombies.

I vermi conquistatori” ( “The Conqueror Worms”- 2006 ) si inserisce nel filone del romanzo horror apocalittico, genere che è stato recentemente esplorato in Italia da Andrea G. Colombo con l’ottimo “Il Diacono” e da Danilo Arona/Morgan Perdinka con “Malapunta” ( pubblicato da Edizoni XII ).

Il volume è diviso in tre parti ed è sempre narrato in prima persona, all’inizio da Teddy Garnett, un convincente vecchietto ( i personaggi descritti da Keene sono sempre molto credibili ), che col suo racconto ci immerge subito in uno scenario da diluvio universale : sono ormai quaranta giorni che piove incessantemente e Teddy si trova isolato a Punkin’ Center, uno sperduto paesino della Pennsylvania. Senza ormai nessun contatto e intento a rimuginare sulla sua vita, riceve la gradita visita del suo amico Carl che credeva disperso. I due non tarderanno a scoprire l’esistenza di strani fenomeni, come la presenza di gigantesche buche sotterranee che inghiottiscono le case, voragini che si riveleranno opera di giganteschi vermi sorti dalle piu’ nere profondità della terra. Di questi avvenimenti viene data nel romanzo una chiave apocalittico-religiosa come possibile interpretazione degli eventi, non è un caso quindi che Teddy citi spesso un versetto biblico esemplificativo in questo senso ( “Le cose che sorgono dalla polvere della terra e annientano la speranza degli uomini” ). Ma i vermi non sono le uniche creature emerse dagli abissi e dalle paure ancestrali che risiedono all’interno dell’uomo. La seconda parte del libro, praticamente “una storia nella storia”, ci mostrerà infatti altri incubi. Questa volta la voce narrante è quella di Kevin, sopravvissuto all’abbattimento dell’elicottero su cui si trovava da parte del folle Earl, fanatico personaggio di Punkin’ Center. Kevin viene tratto in salvo da Teddy e Carl assieme ai suoi amici e ci racconta la sua vicenda. Ci viene mostrato quindi cio’ che è successo al mondo al di fuori del microcosmo di Punkin’ Center : le città sono allagate e popolate da sette. I satanisti, che ricordano i folli adoratori di Cthulhu, si dedicano alla magia nera e all’evocazione del Leviatano, il leggendario mostro biblico. Siamo in piena Apocalisse, l’atmosfera ricorda certe cupe visioni di H.G.Wells ( la struttura del romanzo è volutamente un omaggio a “La guerra dei mondi” ) ma sembra anche un aggiornamento delle folli divinità evocate da H.P.Lovecraft che infatti viene piu’ volte citato. Brian Keene riporta cosi’ alla luce figure mitologiche come il  Kraken, leggendario mostro marino dalle dimensioni abnormi, e fa rivivere le mitiche sirene.

Dopo il racconto di Kevin, nella terza parte l’io narrante torna ad essere Teddy. L’atmosfera che viene sapientemente descritta è da fine incombente, la pioggia non da’ tregua e il piccolo gruppo di sopravvissuti si trova asserragliato a casa di Teddy, circondato dai vermi giganti e in attesa della fine.

I vermi conquistatori” è quindi il capolavoro di Brian Keene, oltre ad essere uno dei piu’ bei romanzi di horror moderno. L’autore si pone a metà fra scrittori come Joe Lansdale, Richard Laymon e H.P.Lovecraft, mostrandoci come si possa ancora oggi scrivere dell’ottima narrativa soprannaturale lontana dai cliché del genere. Il libro mischia infatti svariate influenze : elementi pulp ( i vermi giganti riportano alla mente quelli descritti in “Dune” da Frank Herbert ), fantascienza apocalittica, le folli creature “lovecraftiane” e ridisegna in modo originale il tema della fine del mondo. Un volume che non dovrebbe mancare nella biblioteca di ogni appassionato di horror.

Brian Keene “I vermi conquistatori” – Edizioni XII – collana Eclissi – 309 pagine – Euro 15 –

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