Cadabra: Past to present

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Mai scelta fu più azzeccata (anche se obbligata considerando la scansione cronologica delle tracce contenute), aprire Past to present con una delle migliori espressioni che la wave possa offrirci, ovvero con la bellissima ed incalzante “Blood and blades”! Subito bissata dalla più cogitabonda “Morning star”, due facce della stessa medaglia, entrambe frutto della bravura di uno dei migliori gruppi che l’Italia possa vantare in questo ristretto ambito. Ascoltare Past to present m’ha indotto a riesumare vecchi nastri dalla mia collezione, come “Sound moquette” e “Second skin” e, perché no?, quel “Calabra on radio” che racchiudeva, oltre alle altre, una antiqua “Alone” che trasmisi durante una puntata del mio programma radio… Ma incalza “Sleeping”, cureiana fin nel suo più intimo essere, così bella ed accattivante da lambire la ruffianeria, perché Sebiano Cuscito, Francesco Radicci e Vincenzo Romano si affidano ad architetture scarne ma già testate con perizia, e non falliscono nemmeno se lo volessero! Quella chitarra, quell’intrecciarsi di basso e batteria, quella voce, tutto già sentito, certo, ma che importa? Past to present assembla tredici tracce estratte dai singoli “Blood and blades” e “Love boulevard”, dal ciddì “Wave/Action” che inaugurò il catalogo Fonoarte, e dall’uscita in digitale “Heart”, anticipazione di quanto i tre ci riservano per il futuro?, quattordici tappe di un unico viaggio, nel cuore sonoro della brumosa Albione, stretti nei nostri cappottoni a proteggerci dall’umidore. Attivi dal 1998, assai presenti live, i Cadabra fissano con Past to present un punto di partenza ribadendo al contempo quanto ricco sia il loro passato, testimoniato da queste ottime canzoni su alcune delle quali (segnatamente le quattro tratte da “Wave/Action”) è intervenuta un’operazione di rigenerazione dagli esiti assolutamente positivi, che ha donato loro una veste rinnovellata, più fresca e meno coriacea rispetto quelle che sono le matrici degli istessi episodi (ma i lontani echi joydivisioniani di “All your bodies” non si sono stemperati). Permettendoci così di assaporare con studiata misura ogni suo passaggio come se fosse parte di un unico blocco, non una banale antologia, non un accessorio best of, ma un disco con una sua propria ragione d’essere.

Web: http://www.cadabra.org
Email: info@cadabra.org
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