Aesthetic Perfection: All Beauty Destroyed

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A differenza di altri artisti che sfornano album e mcd senza sosta, Daniel Graves si prende i suoi tempi; ecco quindi il nuovo All Beauty Destroyed arrivare a tre anni di distanza dal precedente A Violent Emotion (stesso lasso di tempo era intercorso tra questo e l’album d’esordio, Close to Human). Pur non rappresentando la mia “tazza di tè”, All Beauty Destroyed  (dodici tracce per l’album vero e proprio e sei remix sul cd2) è un discreto disco, in cui convivo elettro-industrial e melodia; semplificando al massimo l’analisi del disco, lo potremmo definire come un ibrido tra Nine Inch Nails ed IAMX (riguardo l’accostamento al progetto di Chris Corner, vi rimando soprattutto all’ ascolto dell’ottima “A little death”, ma anche altri brani, concentrati soprattutto alla fine dell’album, sono funzionali a questo paragone). Come per i precedenti dischi, Daniel passa con disinvoltura da ritmi incalzanti ed aggressivi, contraddistinti da vocals distorte, a pezzi decisamente melodici, dove anche la voce asseconda questo cambiamento stilistico. Se la prima parte del disco è decisamente ostica (almeno per me) e sciorina brani dove l’elettro-industrial viaggia a braccetto con l’harsh, le cose vanno meglio nella parte conclusiva del disco dove incontriamo il trittico composto dalla minimale “Under your skin”, la già citata “A little death”, e la conclusiva title-track, solo per voce e pianoforte. Disco quindi camaleontico e versatile (sul fronte dei pezzi più “tirati”, si possono apprezzare “The 11th hour”, “One and only”. “Inhuman” e “Celebrity Sin”), in grado di compiacere diverse frange di pubblico. Da sottolineare l’ottimo lavoro in sede di miraggio e produzione svolto da Krischan Wesenberg dei Rotersand.

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