Alda Teodorani: “Belve”

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Viene ripubblicato Belve dalla Cut-up Edizioni, uno dei romanzi piu’ significativi di Alda Teodorani, considerata come una scrittrice fondamentale nel panorama dell’horror italiano.

Belve occupa una posizione particolare nella sua produzione in quanto usa gli stilemi della fantascienza, un genere da lei molto amato, che qui vengono contaminati con l’horror. Ci troviamo infatti in uno scenario apocalittico, in un grigio futuro dove una terra morente, devastata da una catastrofe atomica causata dalle meteoriti, in cui il Nord del pianeta è andato in rovina, si trascina stancamente e in modo malato. Il bel prequel del libro ci mostra invece Kaleidemar, un pianeta alieno che sta collassando a causa di sconvolgimenti climatici e ci dipinge una società matriarcale, in cui le donne comandano e gli uomini sono in posizione subalterna e servono solo alla riproduzione e alla caccia. Non si sentono e non sono però schiavi in quanto appartengono a una società “utopica” che si è sviluppata naturalmente, lontano dalle logiche perverse di sopraffazione create dell’uomo. A causa della catastrofe, gli abitanti di quel pianeta sono però costretti a fuggire per sopravvivere : è così che Brin, la protagonista centrale del romanzo, emigra sulla terra assieme al suo compagno Ken. Qui giunge a Cinecittà, che è rimasta una delle poche zone popolate del pianeta. Brin, che ha le sembianze di un feroce gattone alieno, si metterà subito a caccia degli umani per procurarsi il cibo di cui ha bisogno e, per sopravvivere, si troverà a doversi confrontare con sentimenti e con logiche appartenenti all’uomo a lei sconosciute che mineranno la sua innocenza.

L’ambientazione di Cinecittà non è casuale in quanto traspare, in tutte le pagine del libro, l’amore della Teodorani per il cinema : in particolare Brin, figura sperduta su un pianeta ostile, rimanda a un grande classico del cinema di fantascienza : L’uomo che cadde sulla terra di Nicolaes Roeg con un indimenticabile David Bowie. Ma sono molte le citazioni che si possono cogliere, fra cui riferimenti a Dario Argento ( è presente un omaggio ad Opera ) e all’opera di Cronenberg.

Gli altri protagonisti di Belve sono i vampiri, visti come i “diversi”, confinati nelle zone marginali di Cinecittà, zona governata da una cricca di ex-attori e registi che ricorda da vicino la nostra classe politica italiana. I vampiri, i cui nomi, fra cui Edgar Poe, Lovecraft, Bloch, Stephen King, omaggiano dichiaratamente la letteratura horror, riusciranno alla fine a riscattare la loro condizione di emarginazione.

Belve si può quindi leggere come un romanzo politico e, in questo senso, il linguaggio della fantascienza usato dalla Teodorani risulta molto efficace, nel suo delineare futuri scenari apocalittici, a leggere il presente della nostra grigia situazione nel mondo e in Italia, dove la paura per lo straniero, simboleggiata nel libro dai vampiri, è purtroppo uno delle problematiche salienti. Leggendolo mi è venuto in mente Black Flag di Valerio Evangelisti, un altro efficace esempio di romanzo di fantascienza gotica apocalittica che interpreta la realtà attuale, in cui, in una terra devastata da una guerra atomica, sopravviveva un’umanità impazzita e derelitta.

Belve, in questa nuova edizione rivista e corretta dall’autrice, diventa quindi ancora piu’ efficace e essenziale, dando maggior rilievo alla componente fantascientifica costituita dal pianeta  Kaleidemar e ai personaggi alieni di Brin e Ken. Il romanzo è sicuramente fra i suoi migliori ( non manca il suo particolare e tagliente stile “splatter” ) e, mescolando abilmente i generi, traccia una possibile strada per il futuro della narrativa horror.

Chiude il testo un’interessante intervista di Pierluca D’Antuono ad Alda Teodorani.

Alda Teodorani “Belve” – Cut-up edizioni – 149 pagine – Euro 15

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