Crysalys: The awakening of Gaia

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Già m’espressi a favor dei marchigiani Crysalys su queste istesse pagine (a proposito del mini “White lotus on Acheron’s shores”), ove leggeste pure del sign con Wormholedeath Records, ed eccoci oggi a discettare della concretizzazione di quella collaborazione. L’impatto fortemente operistico di The awakening of Gaia può lasciar interdetti, la voce potente di Chiara Malvestiti definisce ogni singola traccia del disco, ma l’impressionante e continuo lavorio dei suoi colleghi strumentisti riesce a rendere meno frontale  l’iniziale suggestione, senza sminuire il talento e l’impegno, notevoli entrambi, della cantante. Un motivo come “Scarlet crusade” richiede padronanza di mezzi e chiarezza d’intenzioni, la velocità sostenuta di “By stars revealed” interrotta da stacchi ove l’irruenza viene però domata con bravura, rappresentano solo due episodi di un disco che non risulta di facile assimilazione nemmeno nelle sue componenti apparentemente più scontate. Rispetto al citato mini (la discografia dei Crysalys segna pure “…And let the innocence dream”) la componente melodic-death-core si rintraccia solo a livello teorico, gli ingredienti symphonic predominano (ma l’attacco di “Time for Vultures” è impressionante ed assolutamente modern, il brano poi sa sorprendere nel suo protrarsi!), con il mastering curato da Mika Jussila a rendere intelligibile l’intricato wall-of-sound eretto dai Crysalys. La versione rinnovata di “Lilium” (brano incluso in “White lotus…”) testimonia l’evoluzione di un gruppo che da crisalide s’è trasformato in splendida farfalla! The awakening of Gaia spaccherà in due tronconi netti l’uditorio, anche quello rappresentato dagli appassionati die-hard del symphonic metal, e questo oggidì è già un punto a favore: una proposta personale, non sacrificata alle leggi caduche d’un mercato asfittico non può piacere a tutti. Degno gran finale è il brano che diede il titolo al secondo ep (con “innocent” al posto di “innocence”): semplicemente bellissimo. (PS: grafica curata da Travis Smith, vera e propria opera d’arte, sfogliate il booklet!)

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