Not Moving: Light/Dark

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Sarà per una questione di gusti, sarà per motivi anagrafici ma continuo a pensare che la scena italiana degli anni ’80 ha mostrato una ricchezza e una vivacità ma più raggiunte nel seguito. Magari non tutte le band dell’epoca erano “storiche” o hanno realizzato “capolavori”, ma riascoltando i consunti vinili del tempo o rileggendo le vecchie copie di Rockerilla, ancora adesso a 30 anni di distanza si rimane quasi sempre piacevolmente colpiti. Ben venga quindi questa iniziativa della Audioglobe di dedicare la collana Relics alle ristampe di dischi del passato: un esordio migliore come Light/Dark non poteva davvero esserci, sia per la scelta di una band come i Not Moving, che merita di essere riscoperta al giorno d’oggi, e sia perché il CD è stato realizzato con molta cura, per la scelta “filologica” del materiale audio recuperato e per l’ottimo e completo libretto accluso. Il CD include tutti i primi singoli ed EP del gruppo usciti fino al 1987: sono anche inserite le 6 canzoni di Land of nothing, un mini-album che sarebbe dovuto uscire nel 1985 ma che di fatto rimase inedito fino al 2003! Come ulteriore rarità, Light/Dark contiene anche il primo demotape ufficiale della band, registrato nel 1982. I Not Moving erano una band davvero particolare anche per l’epoca: riuscivano a mescolare influenze assai diverse, dal rock ‘n’ roll al punk, dal garage al dark. Se i loro numi tutelari erano i Cramps e i Gun Club allo stesso tempo i membri del gruppo erano assai ricettivi verso i suoni della “nuova onda” britannica, tanto che le canzoni del loro primo periodo grondavano letteralmente di sonorità (e tematiche) oscure. Pezzi come “Baron Samedi”, “Dolls”, “Psycho Ghoul” o “Behind your pale face” suonano come un improbabile, ma riuscitissimo, incrocio tra influenze sixties e il batcave sound. Le chitarre ruvide, la base ritmica precisa e potente, i suoni dell’organo e la voce femminile diretta e straziata, creavano un insieme magari non originalissimo ma sempre incredibilmente eccitante. Col passare del tempo le influenze oscure hanno ceduto il passo nella loro musica al rock, a sonorità più “sleazy” e stradaiole, che sono preminenti negli ep Black ‘n’ wild e Jesus loves his children. Anche in queste opere, che personalmente trovo meno interessanti, ogni tanto i Not Moving tingono la loro tavolozza a tinte fosche e tirano fuori dei pezzi magistrali, come la breve, ma intensissima “Sinnermen”, una sorta di western-gothic tra Siouxsie e Morricone, “Eternal door” o “Spider”. Plauso alla Audioglobe per aver pubblicato questo disco: la speranza è che non dovremo aspettare troppo tempo per gli altri episodi della collana Relics.

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