Marco Innocenti: “Borderlife”

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Mi fa piacere spendere due parole per uno scrittore toscano sicuramente poco noto, che tuttavia sta conquistandosi un pubblico non vastissimo ma fedele. Marco Innocenti è un autore strano: impossibile inquadrarlo in un genere, poiché persegue coerentemente un suo stile non facilmente definibile. Una caratteristica che lo contraddistingue è comunque l’avere un immaginario alquanto singolare: le sue storie si apprezzano quasi sempre per la loro originalità e per una certa vena malinconica che le pervade e che si percepisce anche quando il tono è dominato da ironia e distacco. Del resto, che si tratti di una personalità brillantemente incline alla fantasia lo attesta il fatto che scriva d’abitudine – e con successo – letteratura per ragazzi.

Nel 2008 è uscito per Flaccovio il suo bel libro, La città degli uomini soli, che ha destato una certa attenzione da parte della critica per il suo inserirsi, non si sa quanto intenzionalmente, nel filone del romanzo distopico più ‘nero’: in esso Marco Innocenti ipotizzava una società autoritaria nella quale venisse fatto obbligo a tutti fondare famiglie regolari mediante il matrimonio e non fosse più consentito ai ‘single’ – pena la deportazione! – vivere come tali.

Quest’anno lo scrittore pisano ha pubblicato una piccola, inquietante opera, Borderlife, una storia ambientata a Firenze dove il protagonista si ritrova a muoversi sul confine tra il mondo reale ed un’altra umanità che da questo mondo è fuoriuscita, perché non vi si poteva adattare oppure ne è stata estromessa con la forza. Molti autori, anche più celebri di Marco, hanno immaginato universi paralleli al nostro e vi hanno collocato le loro storie. Ma il luogo ove vivono gli ‘invisibili’ non rappresenta una concessione al fantasy se non entro certi limiti: la vita di coloro che, per loro stessa definizione, restano ignoti ai più, è caratterizzata da cupo grigiore, infiniti rimpianti e malinconia. La gente li sfiora passando, presa dalle sue incombenze o dagli impegni connessi alla semplice quotidiana sopravvivenza, e non percepisce la loro presenza, non vede la loro solitudine e la loro miseria: come fantasmi essi si aggirano nelle squallide periferie della vita normale, esistendo all’insaputa degli altri e dunque importanti per nessuno; essi sognano di riconquistarsi uno spazio che sanno di aver perso irrimediabilmente per la loro debolezza, per non essersi saputi inserire o per aver detto troppi no. Il protagonista di Borderlife, il giovane pubblicitario Michele Campiglia, sopraffatto da infinite difficoltà, scoraggiato da problemi che si susseguono senza una soluzione possibile, sta scivolando piano piano in questa non-vita: è rimasto senza lavoro, la dimensione affettiva non lo soddisfa, il malessere si sta insinuando in lui ogni giorno di più. Proprio quando si raggiunge questa delicata fase, ecco, gli ‘invisibili’ divengono visibili. Significa che ci si sta avvicinando a loro. Michele li nota agli angoli di strade brutte e tristi, raggruppati e isolati da quanto avviene intorno e, inizialmente, non si spiega come mai nessun altro si accorga di loro. L’incontro con una donna giovane, bella ed infelice, servirà a chiarirgli le idee ed a fargli comprendere che, nonostante le difficoltà e le frustrazioni,  in questo universo ‘invisibile’ è decisamente meglio non transitare: qui non vi è pace né salvezza, ma piuttosto disperazione e desiderio di tornare alla ‘normalità’ ed alla comunità con gli altri.

Interpretare questa piccola costruzione come metafora di un discorso ‘sociale’ sarebbe fin troppo facile ed è giustificato pensare che questa componente sia comunque presente. Ma ciò che a mio avviso conferisce al breve romanzo un fascino tutto suo è l’abilità con cui l’autore, usando un linguaggio misurato e piacevole, dipinge solitudini ed angosce quotidiane, trasformando una delle città italiane più gaie e solari, Firenze, in un triste ammasso di strade senza uscita, assurdamente gotica, sfondo perfetto per l’avvilito girovagare di esseri smarriti.

Marco Innocenti “Borderlife”, Avagliano 2011, pag.132, € 13,00

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