The Fall: Ersatz G.B.

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Per The Fall, band ‘seminale’ nei gloriosi ’80, sembra che tutto questo tempo non sia mai passato: ciò che fanno ora ha lo stesso, sempreverde  suono di ciò che facevano allora e anche, più o meno, il medesimo impatto, nonostante i cambi di formazione – a parte l’inossidabile Mark E. Smith – nel corso degli anni; è come se il gruppo, in astratto, esistesse da ’solo’ e si autoalimentasse con la propria energia. Con il solito stile impossibile da etichettare, questo 29° album in studio – il primo per Cherry Red Records – mantiene le caratteristiche che conosciamo: prima di tutto i testi amari e polemici, nei confronti della classe borghese inglese e non solo; in secondo luogo l’eclettismo con cui mette insieme caratteristiche mutuate da correnti diverse, creando una sonorità inimitabile. La prima traccia dell’album, “Cosmos 7”, è forse quella più veementemente rock, ma anche “Mask Search” non scherza: quest’ultima contiene fra l’altro un’invettiva contro gli Snow Patrol con la quale in effetti non si può non essere d’accordo.  Il terzo brano “Nate Will Not Return” veloce e ‘grezzo’ sembra scaturire dal post punk, ma questo legame si percepisce ancora di più in “Monocard”, con il tipico, cupissimo basso e, subito dopo, la voce che declama forte, polemica: dal passato tornano rinvigoriti i Bauhaus!Happi Song” proviene dalla tastierista e compagna del frontman Elena Poulou, che in questo caso mette anche il canto, e introduce un piccolo intermezzo pop in un album altrimenti tiratissimo. Si veda a questo proposito anche “Greenway”, l’unico brano quasi genuinamente metal di  Ersatz G.B., che sarebbe, a quanto si sa, la cover del pezzo “Gameboy” del gruppo heavy metal greco AnorimoI. Smith  ovviamente ha qui scritto un nuovo testo in inglese in cui alcuni critici hanno peraltro ravvisato una censura della band britannica These New Puritans, che Smith ha esplicitamente menzionato nelle sue interpretazioni dal vivo della canzone. Non posso infine mancare di segnalare “I’ve seen them come”, una delle mie preferite, nella quale si ritrova l’atmosfera post punk.

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