Your Tomorrow Alone: Ordinary lives

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Primo punto per il novello anno: lo segnano i bravi Your Tomorrow Alone, italiani dediti ad un doom metal elegante e raffinato, nipoti sì di Anathema (prima fase), My Dying Bride e Paradise Lost, ma alla sacra trimurti death/doom albionica sono riconoscenti solo per discendenza sonora, essendo in grado di proporre un disco personale, che rilegge ed aggiorna lo stile peculiare, tipicamente nostro di Novembre, Klimt 1918 e di ottimi altri compagni di scuderia MKM. Offrendo anche interessanti interazioni con gli Alice In Chains più meditabondi, isolandoli in “Guilty” ch’è uno degli episodi vincenti, non l’unico, di Ordinary lives. Se l’alternanza fra clean e growlin’ vocals profuma di abito in disuso, ma ancora caldo e confortevole, tratto da un armadio dei nonni, l’utilizzo sapiente del piano e le belle traiettorie disegnate dalle chitarre attribuiscono all’albo un marchio particolare e ben riconoscibile, coll’ausilio di una sezione ritmica rocciosa ed angolare, supporto di un costrutto eufonico che rimanda anche agli Opeth ed ai miei diletti Saturnus (a proposito dei primi, anche la copertina di Ordinary lives…). Con “Agony (praeludium)” acustica e prossima al Rome più virile, liberando l’emozioni della rimembranza sugli arpeggi dolenti di “Bursting hope”, e segnando sul taccuino appunti d’un meriggio appena concluso, trascorso percorrendo lande verdeggianti drappeggiate di bruma autunnale, osservano ali nere solcare lo spazio grigio del ciel. (Produzione di Fabio Calluori/Sonic Temple Studios)

Per informazioni: www.myspace.com/yourtomorrowalone
Web: http://www.mykingdommusic.net
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