Diaframma: Niente Di Serio

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Parlo dell’ultimo album dei Diaframma principalmente per ragioni sentimentali, ben consapevole che la loro musica, da un po’ a questa parte, ha subito un’evoluzione che li ha portati parecchio lontano da dove erano partiti a dal tempo in cui li ho appassionatamente amati. Ma i Diaframma – e con questa denominazione alludo soprattutto all’epoca di Federico Fiumani e Miro Sassolini – sono stati fondamentali per la scena degli ’80 e seminali per la New Wave italiana. L’unico punto di riferimento, costantemente presente nel corso di tutti questi anni è, come tutti sanno, Federico Fiumani del quale non si può non apprezzare l’eclettismo e, tutto sommato, l’integrità artistica, dal momento che ha scelto di lavorare da indipendente piuttosto che andare alla scalata del successo come preferirono, per fare un nome a caso, i contemporanei Litfiba. La storia dei Diaframma è dunque, nel complesso, una storia di onestà  come ce ne sono raramente.

Niente di serio, come del resto tutta la recente produzione di Fiumani non è come Siberia e neanche come Tre volte lacrime e di certo non ambisce ad esserlo. Mentre Miro Sassolini, con la sua voce strepitosa ed unica, viaggia verso altri lidi da ormai molti anni, Fiumani si è ‘impadronito’ dei Diaframma imprimendo loro una decisa svolta rock e aderendo ad uno stile, in verità non originalissimo, per il quale è stata coniata la curiosa definizione ‘cantautorato punk’, a riprova del fatto che se una categoria prima non c’era, va creata. L’album, in ogni caso, raccoglie 12 tracce, tutte scritte da Fiumani e più o meno gradevoli: brani semplici, motivi abbastanza orecchiabili – ecco che, a mio avviso, qui di ‘punk’ c’è abbastanza poco, forse è più adeguato il termine ‘cantautorato’ – gestiti, ovviamente, in modo assai professionale. Dal punto di vista degli arrangiamenti si apprezzano l’energica chitarra di Federico, la vivace ritmica di Moretto alla batteria nonchè l’intervento alle tastiere di Gianluca de Rubertis de Il Genio, così come non si può negare l’efficacia dei testi, caratterizzati da un linguaggio disinvolto ma intrinsecamente poetici, come è nello stile del miglior Fiumani: davvero notevoli sono, a mio avviso, quelli di “Entropia”, “Madre superiora” e “Un orologio rotto”. “L’energia del rock”, poi,  è la classica galoppata rock la cui melodia si canticchia per giorni. Niente di serio è così un  prodotto coerente con la nuova linea del gruppo e sicuramente di tutto rispetto. Ma non sono più i Diaframma che ho nel cuore.

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