Trent Reznor and Atticus Ross: The Girl with the Dragon Tattoo

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La collaborazione tra Trent Reznor, Atticus Ross e David Fincher continua per The Girl with the Dragon Tattoo, la nuova attesissima opera del regista americano, dopo l’ottimo exploit di The Social Network che ha fatto guadagnare ai due musicisti un Golden Globe e il premio Oscar per la miglior colonna sonora. Stavolta Reznor e Ross non sono stati chiamati a film finito ma hanno seguito passo dopo passo la lavorazione di questa pellicola (che ricordiamo è una nuova versione cinematografica del celebre libro di Stieg Larsson Uomini che odiano le donne). In questo modo le suggestioni sonore che essi proponevano via via al pignolissimo regista venivano spesso rispedite indietro con commenti e nuovi suggerimenti, facendo espandere a dismisura il numero delle composizioni create e la durata di questo soundtrack. Delle quasi 3 ore presenti nell’album, per complessive 39 tracce, non c’è però da buttare via niente. Il risultato a mio avviso è davvero eccezionale, tanto che The girl… è finito fra i miei CD preferiti del 2011. Le tematiche oscure presenti nella pellicola (o meglio ancora, nel libro di Larsson) hanno trovato dei perfetti interpreti in Reznor e Ross: si può anche dire che per Trent Reznor questo sia un ritorno alle atmosfere morbose e inquietanti già da lui affrontate negli album più riusciti dei Nine Inch Nails. Nonostante l’uniformità delle ambientazioni e il fatto che si tratti quasi completamente di brani strumentali, l’ascolto del CD non provoca mai un momento di noia. Merito va senz’altro alla qualità delle costruzioni sonore che Reznor e Ross, da eccellenti “architetti sonici”, sono riesciti a mettere in piedi: sempre interessanti sono quindi gli arrangiamenti dei pezzi, così come i suoni scelti, ottenuti combinando sonorità acustiche e sintetiche e ampiamente manipolando il tutto nel risultato finale. Talvolta siamo in pieno territorio dark-ambient, con sinistre ripetizioni di “drones” e suoni minimali: anche nei momenti più lenti e oscuri c’è comunque sempre un’attenzione speciale per le melodie, spesso evidenziate in suggestivi fraseggi di pianoforte, i cui suoni sono stati alterati dagli effetti. Non mancano delle irruzione in territorio rock-industrial, che saranno funzionali ad evidenziare i momenti più frenetici del film. Solo due sono i pezzi cantati dell’opera, che aprono e chiudono l’album e che pare siano stati fortemente voluti dallo stesso David Fincher. La potente rilettura industrial della “zeppeliana” “Immigrant Song” apre l’album in modo dirompente, grazie anche all’interpretazione magistrale di Karen O degli Yeah Yeah Yeahs. La chiusura è invece ancora una cover, stavolta di “Is Your Love Strong Enough?” di Brian Ferry affidata agli How To Destroy Angels, ovvero agli stessi Reznor e Ross più Mariqueen Maandig, che di Reznor è la moglie. Qui si è scelto di dare un taglio raffinato e sensuale a un adattamento in chiave elettronica e minimale del brano, producendo un risultato ancora una volta più che convincente. Non sorprende che questa colonna sonora sia nuovamente candidata al Golden Globe: sarà difficile che Reznor e Ross bissino la vittoria dello scorso anno, anche se vista la qualità di The girl… un’altra messe di premi sarebbe più che meritata.

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