Air: Le Voyage Dans La Lune

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Ogni tanto una fuga nell’elettronica meno ‘dark’ non può far male: la musica degli Air, ovvero i francesi Nicolas Godin e Jean Benoit Dunckel, fin dalla nascita del progetto – 1995 –  ha rappresentato un esempio di come l’elettronica possa essere raffinata e multiforme sviluppando emozione dalle sue diverse facce: proprio come la luna, della quale spesso i loro brani hanno un po’ il colore. Non è un caso, infatti, che il loro album più apprezzato – consigliatissimo dalla sottoscritta! – si chiami proprio Moon Safari. E ancora, intervistato qualche giorno fa su “La Stampa”, Nicolas Godin ha dichiarato testualmente: «Ho quarant’anni e come tutti quelli della mia generazione sono ossessionato dalla luna. Ho passato l’infanzia, subito dopo lo sbarco di Armstrong, a sentirmi dire che da adulto avrei vissuto sulla luna, che arrivarci sarebbe stato facile come prendere l’aereo. Era un’idea di progresso ottimistica, la tecnologia ci prometteva un futuro bellissimo». Nonostante l’obiettivo dichiarato degli Air sia quello di restituire dignità alle sonorità pop francesi, la loro non è musica per tutti. Questo lavoro, uscito circa due anni dopo il controverso Love2, mostra ancora la tipica inclinazione ‘intellettuale’ del duo e, come altri loro dischi, è strettamente legato al cinema perché ispirato al film classico del 1902 Le Voyage Dans La Lune di Georges Méliès: come è noto, la pellicola raccontava il fantastico viaggio di un gruppo di astronomi alla volta della luna e contiene una delle più celebri scene della storia del cinema, quella del proiettile che si conficca in un occhio del satellite e che è riprodotta sulla copertina dell’album. La musica ‘lunare’ e onirica degli Air si abbina dunque alla perfezione a quest’opera di fantasia e ne esalta la dimensione immaginaria e fuori del tempo. Tra i brani più belli voglio menzionare il primo, “Astronomic club”, dal suono più ipnotico che dolce ma già straordinariamente accattivante; segue la splendida “Seven stars”, più tipicamente avvolgente con la singolare voce di Victoria Legrand della band indie-pop Beach House. “Moon fever” ha uno stile tipicamente Air, onirico e psichedelico, mentre il singolo “Parade” ha una melodia più orecchiabile e ritmata. Infine, la traccia “Who am I now?” che si avvale della collaborazione e della voce delle statunitensi Au Revoir Simone, è proprio come la luna: pallida e misteriosa, ci proietta in una solitaria dimensione spaziale…sogni e relax sono assicurati!

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