Descendants Of Cain: Songs from a vanishing world

0
Condividi:

Entrai in contatto con Mr. Darryl Kruger nel 2004, all’epoca della pubblicazione del promo “The book of changes”, costituito da quattro brani che rivelavano la personale interpretazione del sound nephiliano del loro autore. Se l’ultima opera a nome DoC (“The Tao of wisdom and misery”) andava ascritta al filone goth-rock più ortodosso, in Songs from a vanishing world (sesta opus di Kruger e colleghi) predominano ambientazioni rarefatte, essendo il concept lirico articolato dai londinesi incentrato sulla distruzione del nostro Pianeta per mano dell’umanità istessa (la realizzazione del disco supporta inoltre la sezione britannica della Wildlife Heritage Foundation). L’uso del termine progressive che il combo ha fatto proprio in alcune dichiarazioni rese alla stampa mi pare comunque pretenzioso; anche se sono evidenti l’applicazione e l’impegno profusi nel tentativo (riuscito nella maggior parte degli episodi) di creare un melange sonico intrigante, non è sufficiente collegare le singole canzoni fra di loro per addivenire ad un risultato finale compatto ed omogeneo (le suite tanto amate dai proggers!). Titoli di sicuro interesse “Pied piper of Metropolis” (non è l’unica che ricava linfa descrittiva dai Depeche Mode), la cogitabonda “This house” (e non solo per la presenza della voce autorevole del mentore Wayne Hussey), “Drift”, “Rush” e “Pornography for the soul”, mentre su “Clockwork monsters” il proprio considerevole intervento lo garantisce Ashley Dayour dei Whispers in the Shadow, rendendo questo motivo una vera e propria out-take dal songbook della band di provenienza (della quale apprezzo incondizionatamente l’intiera produzione disciplinata dalle ferree regole compositive ed esecutive del leader). In “The road” le chitarre sono appannaggio del terzo guest, Tommy Dark degli FM-gothsters Saints of Ruin, la canzone comunque non è memorabile ed è asservita al verbo sisteriano era-“First and last and always”. Cosa si deposita in fondo alla nostra anima, terminato l’ascolto di Songs for a vanishing world? Vibrazioni positive, oltre alla certezza che il gruppo comunque sviluppa idee interessanti, anche se si trova ancora relegato nella seconda fascia del settore.

Per informazioni: www.echozone.de
Web: http://www.masterpiecedistribution.com
Condividi:

Lascia un commento

*