La Coscienza di Zeno: La Coscienza di Zeno

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Il grande patrimonio artistico del progressive italiano dei ’70 non è andato fortunatamente perduto: gruppi come Il Tempio delle Clessidre, La Maschera di cera, Il Segno del Comando e adesso La Coscienza di Zeno hanno appreso la lezione, come seguaci di un culto esoterico da tramandare, dei vari Museo Rosenbach, Alusa Fallax e Metamorfosi di cui si possono considerare gli eredi.

La Coscienza di Zeno si forma nel 2007 a Genova – città che vanta una consolidata tradizione in ambito prog – e ha esordito nel 2011 con un pregevole disco di moderno progressive sinfonico con le radici ben salde nel passato. Grande spazio viene riservato al piano e alle tastiere suonate da Andrea Lotti e Stefano Agnini – autore anche degli splendidi e profondi testi che impreziosiscono il valore dell’album – che creano un afflato sinfonico che ricorda gli splendori di gruppi come La Locanda delle fate e Paese dei Balocchi.  Il disco cresce ascolto dopo ascolto e ha i suoi picchi nella parte centrale con “Nei cerchi del legno”, una mini suite che si avvale di un’atmosfera da fiaba nera, e con brani come “Il fattore precipitante” – dirompente e a tratti hard nel solco del piu’ tipico prog italico – e “Il Basilisco”, quest’ultimo un pezzo quasi folk dove si sente l’influenza di Fabrizio De André. Notevole anche “Un insolito baratto alchemico”, scritto dal bassista Gabriele Guidi Colombi e dal batterista Andrea Orlando, un brano oscuro e tenebroso alla Van Der Graaf Generator. Buona anche la prova del cantante Alessio Calandriello, con un timbro vocale ricco di pathos e sempre incisiva la chitarra di Davide Serpico. Si tratta di un esordio eccellente, sicuramente il miglior disco di prog italiano del 2011 assieme a quello del Tempio delle Clessidre. Il gruppo ha appena registrato un brano per la compilation della Musea dedicata al Decameron di Boccaccio.

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