Siegfried: Siegfried

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Esistono solo da un paio d’anni i Siegfried che, nonostante il nome germanico, sono in realtà una band post-punk di Sassuolo (MO): i cinque, dopo un’attività intensa dal punto di vista live, da qualche mese sono usciti con il primo CD, rigorosamente autoprodotto sotto l’etichetta fittizia di Blücher Records. Il lavoro è composto da 8 pezzi e una ghost track, “Old Albion”, e non si tratta certo di un ascolto leggero e poco impegnativo: i testi, infatti, che hanno molta suggestione, ricoprono decisamente un ruolo importante. Le influenze musicali sono di gran valore: un tocco di folk nella chitarra, un pizzico di Joy Division nel basso, occasionali ritmi punk a vivacizzare il tutto e anche una spiccata dimensione ‘d’autore’ sulla linea dei gloriosi CCCP. Giovanni ‘Leo’ Leonardi, cantante e chitarrista di carattere, ha una voce e un timbro che ricordano un po’ il grande Miro Sassolini ex Diaframma ma con una ‘verve’ decisamente più ‘graffiante’. Interessante precisare che il disco è frutto di una registrazione ‘live’ in studio, in presa diretta, praticamente un’unica session: questo allo scopo di preservare la spontaneità e l’energia che caratterizzano abitualmente le loro esibizioni dal vivo. Si comincia con “(Io sono) anomalia”, gradevole brano folk con una bel suono di tastiera new wave ed un testo tutto da seguire; “L’ordalia dell’acqua”, uno degli episodi più notevoli, evidenzia i legami con il punk e con la sua gloriosa tradizione italiana. “La strada” è un’incursione nello stile ‘cantautorale’ più valido mentre “Mishima”, un bellissimo testo dedicato al grande artista giapponese, ha le cadenze di una ballata ‘dark’, lenta e meditativa. Sono presenti anche due cover di classe, “Psycho Killer” dei Talking Heads, che mantiene il ritmo vivace dell’originale e “Love will tear us apart” dei Joy Division, eseguita con intensità e partecipazione. Speriamo di sentirli suonare anche dalle nostre parti…

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1 comment

  1. Dinamo 21 febbraio, 2012 at 09:26

    Gran bella recensione!
    Spero proprio che vi capiti di sentirli dal vivo perchè hanno un “tiro” veramente notevole, sul palco danno il meglio e credo che la dimensione “live” sia quella che li valorizza maggiormente… ma io sono di parte 😉

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