Fitz-James O’Brien: Sogni a occhi aperti.Tutti i racconti fantastici. Vol.1

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Fitz-James O’Brien (1828-1862) è da considerare come uno dei grandi maestri e fondatori della letteratura fantastica assieme a Edgar Allan Poe e H.P.Lovecraft e la sua produzione “weird” va annoverata fra le pietre miliari di questo genere di narrativa. La scelta delle Edizioni Hypnos di dedicare allo scrittore irlandese (anche se americano di adozione) la pubblicazione di due volumi – nella collana Biblioteca dell’Immaginario – in cui vengono raccolti tutti i suoi straordinari racconti brevi è sicuramente encomiabile. Continua in questo modo l’opera,  da parte di questa piccola ma agguerrita casa editrice, di disseppellimento del patrimonio del fantastico meno noto al grande pubblico.

In questo primo volume, intitolato Sogni a occhi aperti, che si avvale della competente introduzione di Pietro Guarriello, ci viene presentata la prima parte delle sue storie brevi, piccoli gioielli del “weird tale” in cui sono mescolati abilmente generi narrativi come il fantasy, l’horror e la fantascienza. Tutti i racconti sono di alto livello a partire dall’iniziale “Un incubo arabo” che deve sicuramente qualcosa alle fantasie orientali di William Beckford. In “L’uomo senza un’ombra” si nota l’influsso di Edgar Allan Poe e il racconto riecheggia “Ombra – Una parabola” del maestro del terrore americano. Notevoli risultano essere poi storie come “Il Re di Pisolandia e il suo nano”, una satira alla Jonathan Swift e “Il dente del drago del mago Piou-Lu”, una fantasia “cinese”. In “Un segreto mortale”, un incredibile vicenda di un suicida che narra la sua vita, emerge invece la particolare vena macabra di O’Brien. “Un viaggio nel mio letto” e “La campana di cristallo” sono inquietanti e surreali fantasie oniriche mentre “Un vaso di tulipani”  è una classica ghost-stories che ricorda Le Fanu. “Le meravigliose avventure di Mr.Papplewick”- che narra le incredibili vicende di un uomo che si trasforma in un magnete umano -, “Il Boemo” (altra storia influenzata da Poe) e soprattutto “Vedere il Mondo” prefigurano il genere fantascientifico e mostrano l’originalità di O’Brien. In particolare quest’ultimo racconto è un piccolo gioiello visionario: è la storia di un uomo che, grazie al dono da parte di un fantomatico santone, ottiene la capacità di scrivere splendidi versi poetici ma, allo stesso tempo, acquisisce anche la facoltà di “vedere” al di là del velo di Maya della realtà. L’uomo, condannato in questo modo a una sorta di visione profonda e intensa della realtà e delle cose, diventerà folle. Come ha acutamente fatto notare Pietro Guarriello nell’introduzione, si tratta di una tematica che verrà successivamente sviluppata in quello straordinario, apocalittico e allucinato romanzo di fantascienza che è L’occhio del purgatorio (1945) del francese Jacques Spitz recentemente ristampato nei Classici Urania.

Alcuni critici – fra cui Sam Moskowitz – considerano O’Brien come un precursore della fantascienza e in effetti il suo merito principale è quello di avere dato una solida basa scientifica al classico racconto soprannaturale slegandolo dalla tradizione del gotico. La sua importanza nell’ambito del fantastico è dunque notevole e si tratta di un autore da rivalutare – in particolare in Italia – dove l’ultima pubblicazione risale al 1992 presso l’editore La Casa Usher con La lente di diamante e altri racconti, titolo di una delle sue storie più ristampate e importanti che apparirà nel secondo volume. Il libro si può acquistare direttamente sul sito delle Edizioni Hypnos (http://www.edizionihypnos.com/).

Fitz-James O’Brien – “Sogni a occhi aperti. Tutti i racconti fantastici vol.1” – Biblioteca dell’immaginario – Edizioni Hypnos 2011 – brossura – 376 pagine – Euro 25 –

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